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Fare Grosseto: Ai bambini va insegnato il rispetto per la vita di ogni essere vivente

GROSSETO – «Ai bambini si deve insegnare il rispetto per l’ambiente e per la vita di qualsiasi essere vivente». Anche Fare Grosseto entra nella polemica del progetto formativo della scuola di Gavorrano Scarlino. «Si legge sulla stampa locale che l’Arcicaccia organizza un progetto di Educazione Ambientale nelle scuole primarie, elaborato dai cacciatori, con la partecipazione di centinaia di bambini».

«Non comprendiamo come può un cacciatore rispettare l’ambiente e avere amore per gli animali da trasmettere ai bambini – prosegue Fare Grosseto -, se imbraccia un fucile seminando morte per divertimento. Per non parlare poi dell’inquinamento provocato dai residui di piombo che vengono a contatto con i terreni generalmente coltivati. Fare Grosseto vorrebbe ricordare a chi è preposto all’educazione dei bambini, che ci sono specialisti dell’ambiente che possono fare progetti di Educazione Ambientale che non sono certo i cacciatori».

Commenti

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  1. Scritto da paoloTT

    Condivido in pieno i contenuti di questa nota e mi chiedo: dov’e’ la Garante per i Minori della Toscana, signora Grazia Sestini la quale soltanto due settimane fa invocava i codici da lei custoditi per far oscurare un manifesto antispecista affisso a Grosseto da una Onlus locale, ritenuto improprio in quanto raffigurava un bambolotto di plastica in un contenitore di styrophom e incellofanato come se si trattasse di cibo.
    In quell’occasione le autorità locali e i Media contribuirono coi loro commenti ed articoli a creare un caso dalla risonanza nazionale.
    Nel fattispecie della preside di questi istituti, di queste scuole elementari, nessuna figura preposta al controllo si attiva per esprimere alcun chè.
    Viene dunque un dubbio sulla autorevolezza dell’istituzione guidata dalla Sestini e sull’autenticità delle parole della dirigente sul sito della Regione Toscana, in un testo di ” saluti ai protagonisti di domani ” ella afferma : “E’ mia intenzione vigilare perché i diritti di bambini e adolescenti siano ovunque rispettati, perché l’alta qualità dei servizi della nostra regione venga mantenuta, perché le famiglie e le altre agenzie educative siano sostenute, soprattutto nei momenti di difficoltà”.
    Come si possono conciliare programmi didattici sani e moralmente solidi rivolti a dei bambini in tenera età con il contatto “formativo” in aula e fuori con persone abituate a sparare e ad uccidere animali inermi, per divertimento?
    Il Servizio scolastico non ha forse fallito completamente nei suoi intenti educativi?
    La Preside che ha permesso e i suoi colleghi che hanno promosso tali iniziative dentro le due scuole non dovrebbero subire quantomeno uno scrutinio per verificare la loro idoneità al ruolo che svolgono? Nessuna sanzione da invocare in questo caso?
    Signora Sestini?