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Valente su costi partecipate: giusta una revisione, ma non generalizziamo. Servono persone capaci

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GROSSETO – «Il dibattito sui compensi spettanti agli amministratori delle Società partecipate è stimolante e assume, soprattutto di questi tempi, una rilevanza di non poco conto che spero possa portare a qualcosa di costruttivo». È così che Roberto Valente, presidente di Coseca, interviene sul tema dei costi delle partecipate. «La revisione della spesa dei costi della politica, di cui le Partecipate rappresentano soltanto una piccola parte, non può essere rimandata e mi auguro che il prossimo Governo metta in agenda un serio confronto fra le forze politiche capace di offrire e proporre al più presto soluzioni percorribili. Personalmente sono favorevole, ma al contempo credo che non sia possibile generalizzare e si debba necessariamente tenere in considerazione il lavoro svolto da ogni amministratore e le responsabilità attribuite. Ben vengano quindi proposte, ma queste non diano adito alle solite, strumentali e sterili polemiche alimentate dall’onda dell’antipolitica».

«Gestire società complesse e funzionali, come ad esempio quella che ho l’onore e l’onere di presiedere – prosegue Valente -, è un compito che comporta un lavoro e una presenza giornaliera oltre che una serie di responsabilità dirette che non possono non essere tenute in considerazione. Proprio per questo ritengo doveroso e corretto analizzare ogni aspetto in tutte le sue sfaccettature, non gettando ogni cosa al macero come qualcuno, soprattutto in questi ultimi tempi, tende a fare spinto dal dilagante sentimento di antipolitica. Comportarsi in tal modo non può portare a nulla di costruttivo: accusare indiscriminatamente tutti di tutto ha come unico risultato quello di assolvere chicchessia anche chi, sarebbe ipocrita negare il contrario, cerca unicamente di trarre un vantaggio personale dalla posizione ricoperta».

«Ripeto, ben venga una revisione generale dei costi sostenuti dagli organi istituzionali e amministrativi, ma questa sia fatta con spirito costruttivo – prosegue il presidente del Coseca -, tenendo in considerazione anche le responsabilità e l’impegno che gli amministratori mettono ogni giorno in campo per cercare di svolgere al meglio il lavoro cui sono stati chiamati a svolgere a servizio della comunità e, non ultimo, i risultati ottenuti durante la propria gestione. Ritengo altresì distruttivo e fuori luogo parlare di “sottobosco” della politica quando si parla delle nomine degli amministratori delle Società partecipate come se queste venissero fuori da riunioni segrete e carbonare e non da organi istituzionali».

«La politica, oggi come non mai, è chiamata a muoversi con senso di responsabilità e deve per questo individuare persone capaci di amministrare la cosa pubblica al meglio, con spirito di sacrificio e dedizione – ribadisce Valente -. Disprezzare quotidianamente il lavoro svolto dagli amministratori e gettare fango sulle loro nomine in modo indiscriminato significa non avere realmente a cuore le sorti del nostro Paese e, più propriamente, della nostra comunità. È necessario un confronto aperto e trasparente, chiedo però che si fermi questa deprecabile abitudine di fare di tutta l’erba un fascio per poi gettare ogni cosa al macero. Vengano analizzate e pubblicate le professionalità impiegate e i risultati raggiunti, partendo dai bilanci presentati dalle diverse Società e non ci si fermi alle sole polemiche sterili e distruttive. È necessario farlo in primis per rispetto di chi, come il sottoscritto, garantisce un impegno costante e concreto ogni qual volta viene chiamato dalle istituzioni ad amministrare la cosa pubblica. E in secondo luogo, ancor più importante, per permettere quella svolta e quella trasparenza che l’Italia tutta chiede ormai da tempo».

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