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Rischio chiusura per la piscina. Domani la decisione: «La situazione resta molto critica»

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di Daniele Reali

BAGNO DI GAVORRANO – Sul futuro della piscina di Bagno di Gavorrano si deciderà domani. È convocata per venerdì pomeriggio infatti l’ultima riunione del direttivo della società di nuoto che gestisce la struttura sportiva, per anni fiore all’occhiello di tuttio il comune di Gavorrano.

«In questi ultimi 15 giorni la situazione è peggiorata – ha spiegato il presidente della Associazione Nuoto Gavorrano Massa Marittima Renato Pertusati – e ad oggi rimane molto critica».

La società di nuoto negli utlimi giorni ha avuto diversi incontri con i rappresentanti dell’amministrazione comunale, ma, come confermato da Pertusati, non si sarebbero fatti passi in avanti decisivi a scongiuare la chiusura della piscina.

Nell’utlimo mese era stata proprio la società a lanciare l’allarme sul futuro della piscina prima con l’annuncio shock della chiusrua definitva il 28 di febbraio e poi con la proroga dell’ultimatum di termine delle attività slittato al 15 marzo. Bene, alla vigilia di quella data, la piscina rimane a rishcio chiusura.

I problemi segnalati dai gestori della struttura riguardano soprautto gli impianti di riscaldamento a servizio delle vasche e degli spogliatoi, ma anche i debiti che la società avrebbe accumulato per le bollette di luce e gas. Debiti che sarebbero cresciuti, si parla di più di 100 mila euro, soprautto, secondo quanto è stato spiegato dalla società di nuoto, proprio per le carenze agli impianti e i mancati interventi di manutenzione stroaridnaria da parte del comune.

La giornata di domani sarà dunque decisiva sul futuro della piscina: il consiglio direttivo dovrà decidere se proseguire con le attività o se chiudere in modo definitivo la piscina con le conseguenze che si possono immaginare e i riflessi sull’opinione pubblica.

Dal comune negli scorsi giorni era stata annunciata la disponibilità dei 115 mila euro (ottenuti da Fiora Reti per la liquidazione delle quote investite) da investire per la realizzazione di un nuovo cogeneratore e nuove caldaie. Un progetto che però ha bisogno dei tempi minimi imposti dalle procedure della pubblica amministrazione e che dovrebbe garantire la funzionalità dell’intera struttura soltanto dopo l’estate.

Una situazione quindi che rimane appesa ad un filo e che ha pochi margini di manovra. Queste ore che ci separano dall’incontro del direttivo di domani pomeriggio diventano quindi fondamentali per trovare una via d’uscita che sembra sempre più stretta.

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