Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Arci caccia a scuola, Comunisti Italiani: rispetto per le idee degli altri e solidarietà alla preside

GROSSETO – «Esprimiamo la nostra totale solidarietà alla dirigente Assunta Astorino per l’attacco della Lav». A scendere in campo nella polemica scatenata dalla lezione sulla natura tenuta da Arci caccia agli studenti è la segreteria provinciale dei Comunisti Italiani. «Forse i validi esponenti della Lav, non conoscono il significato di Scuola. La scuola ha il dovere di far conoscere, formare e non nascondere gli aspetti della vita e della società, così come è giusto che ci sia informazioni su tutte le religioni essendo noi un paese laico – proseguono i Comunisti Italiani -. Come sarebbe utile e importante informare i ragazzi sull’uso dei contraccettivi per evitare il contagio e/o la trasmissione di malattie gravi. In questo caso la Lav sbaglia bersaglio la caccia non c’entra nulla. Anzi le associazioni venatorie informano e formano per sensibilizzare, il rispetto verso l’ambiente e verso gli animali, mettendo in evidenza abitudini e particolarità delle specie».

«Una polemica inutile – affermano ancora -, gli amici della Lav farebbero bene a trovare e denunciare chi ha imbrattato i muri di mezza Grosseto contro i cacciatori e/o contro i circhi. Questa si che sarebbe una lezione civica, rispettosa verso tutti i cittadini di Grosseto e verso i tanti turisti che vedono una città sporca e piena di scritte su muri e cartelli. Per fortuna, siamo ancora in un Paese libero, dove ognuno nel rispetto delle leggi può vivere, mangiare quello che più gli piace. Educare i ragazzi al rispetto, far conoscere animali, funghi, piante è utile per formare persone, uomini e donne più consapevoli del mondo. Ognuno è bene che abbia rispetto delle idee degli altri – concludono i Comunisti Italiani – e non è accettabile che qualcuno creda e/o voglia imporre il proprio modo di vivere».

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Giacomo Rossi

    mia opinione personale: chi brandendo un arma ha la passione di uccidere gli animali, non può andare a scuola ad insegnare ad i bambini il valore della natura e degli animali….per i comunisti Italiani sarebbe come se la tutela ambientale e della salute dei lavoratori la spiegassero i Dirigenti dell’ ILVA di Taranto o della ThyssenKrupp. Via un pò di coerenza non farebbe male….

  2. Scritto da frak82

    esatto Giacomo, tra un bicchiere di vino e una bella passeggiata in montagna perchè non farci stare un bel colpo di fucile su un animale! che c’è di strano!

  3. Scritto da Giacomo Bottinelli

    E questo, caro Mattia S., basta a far capire chi siete… “un bicchiere di vino, pittura, cultura, cucina e anche abbattere un animale”. Il finale è sempre quello! Che tristezza!

  4. Scritto da Mattia S.

    Una forza di sinistra che ragiona e capisce l’importanza della caccia e dei cacciatori mi puo’ solo far piacere. Se molte delle persone, che anche qui hanno espresso il loro disgusto per i cacciatori, cercassero di aprire gli occhi e portarsi al dialogo capirebbero che spesso i cacciatori sono i primi tutori dell’ambiente, che prima di sparare riflettono e hanno alle spalle ore e ore di lavoro di miglioramento ambientale e foraggiamento GRATUITE. Certo è logico che le “mele marce” ci siano sempre…e van severamente punite. Come disse il mio maestro tempo fa ” Vedi Mattia la caccia non è solo sparare alla bestia, è godere della giornata in montagna, essere felice che le popolazioni animali stiano bene, è stare insieme a raccontar storie di bosco con un bicchiere di vino, è pittura, cultura, cucina e anche abbattere un animale”. Buona giornata

  5. Scritto da francesca

    Allora..vorrei farvi notare che questa iniziativa ha fatto inorridire non solo qualche esponente della LAV come dite voi, e di qualche altra associazione, ma anche molti comuni cittadini, e già questo vi dovrebbe far pensare. Siate coerenti, qui nessuno dice che la scuola non deve insegnare, avete pienamente ragione a dire che deve far conoscere, quindi informate questi bambini anche sull’inquinamento nei boschi che c’è grazie ai vostri amici cacciatori, parlate del bracconaggio, e di come a sangue freddo un essere senziente uccide un altro essere senziente indifeso perchè si vuol ”divertire” (divertimento insano), parlate di quel che succede poi al di fuori nei macelli, negli allevamenti! informateli su tutto!! non mostrate solo il finto lato che volete voi. Dite: ”gli amici della Lav farebbero bene a trovare e denunciare chi ha imbrattato i muri di mezza Grosseto contro i cacciatori e/o contro i circhi” per caso Cari Comunisti Italiani pensate sia questo il compito della LAV?! Voi perchè invece non trovate chi imbratta i muri con scritte e simboli facisti/comunisti? simboli ‘politici’ ovunque, quelli non li nota nessuno eh! Educare i ragazzi al rispetto di ogni specie di ogni essere senziente e della natura, questo ci vorrebbe, lezioni sull’ antispecismo, in rispetto di tutti! Questo sarebbe un bell insegnamento d’amore, che dovreste imparare anche voi. Francesca

  6. Scritto da Antonio

    Giusto, hanno ragione i comunisti italiani!

    Hanno già dichiarato che per la prossima conferenza sulla tutela della salute dei lavoratori, chiameranno i dirigenti dell’ILVA di Taranto!

  7. Scritto da Giacomo Bottinelli

    Si comprende come mai i Comunisti Italiani siano un partito ine stinzione come i cacciatori…

  8. Scritto da ANTISPECISTI GROSSETO

    Chi imbraccia un’arma e si diverte a uccidere animali non umani, non può di certo insegnare ai bambini il rispetto verso gli animali stessi.
    Inoltre volevo far presente a Comunisti Italiani che non possono assolutamente azzardarsi a parlare di civiltà, lezioni civiche e via dicendo, difendendo coloro che, grazie a una legge voluta dal Duce nel Ventennio, possono entrare armati, spesso con arroganza e prepotenza, nelle terre di agricoltori e iniziare a sparare a tutto ciò che si muove. La caccia non ha niente a che fare col comunismo, la caccia era la pratica della nobiltà che tanto avete odiato voi comunisti negli anni passati.
    Che padellata questo commento pro-caccia!
    Ultimo appunto a ciò che dice Comunisti Italiani è che la scuola dovrebbe insegnare gli aspetti della vita con razionalità e imparzialità. Ho avuto la fortuna di aver avuto maestri, non a scuola ma nella vita, che mi hanno insegnato e che mi stanno insegnando a svuotare la mente da… ciò che proprio la scuola come i media mi hanno inculcato negli anni. Le paure, i condizionamenti infiniti. Una associazione venatoria non insegna il rispetto degli animali ma insegna che uccidere un animale è lecito. Una mente sgombera di un bambino libero non concepirebbe mai una cosa del genere. Non ho credo politico perchè la pilitica non è libertà, non ho credo in nessuna religione ufficiale ma credo nella mia religione fatta di osservazione e ricerca della realtà. I bambini sono esattamente così, liberi da condizionamenti. L’intento di Arci-caccia è proprio quello di immettere nelle loro menti sgombere e pacifiche, la concezione che uccidere un aniamle indifeso è cosa giusta. Il bene e il male fanno parte di questo mondo e non ho il compito di giudicare io, ma ho di certo il dovere di ostacolare coloro che si appropriano del diritto di condizionare le menti ancora libere dei bambini.
    Giovanni Di Meo – Associazione d’Idee onlus Grosseto

  9. Scritto da Alice

    Mio figlio frequenta la Scuola Primaria di Bagno di Gavorrano, in questo periodo sta partecipando al progetto dell’Arci Caccia; proprio come ha fatto 2 anni fa, la classe dell’altro mio figlio; non li ho mai sentiti parlare di armi o uccisioni.
    In questi mesi abbiamo compilato insieme almeno tre ricerche legate al progetto, tutte sull’ambiente naturale circostante, tutte sulla flora, sulla fauna che vi abita ( le caratteristiche fisiche di ogni animale, come si riproducono, le abitudini alimentari…) ed infine la relazione della gita svolta qualche giorno fa nei pressi di un laghetto. Accenni di violenza? Alcuno.

    E’ superficiale giudicare quando non si conoscono i dettagli di un programma o quando si hanno pregiudizi nei riguardi di determinate Associazioni. E’ superficiale e perfino inutile. Coloro che lo fanno, invece di infamare, agiscano essi stessi proponendo qualcosa di costruttivo alla Sig.ra Dott.ssa Preside Assunta Astorino, per il bene delle generazioni future nei confronti del loro ambiente.
    Ovviamente gratis, come fanno i dirigenti del progetto Arci Caccia.

  10. Scritto da Maurizio

    Scuola è un nome generico che indica un’istituzione destinata all’educazione, all’istruzione di studenti e allievi sotto la guida di varie tipologie di figure Professionali. L’importanza dell’insegnamento è far conoscere la verità delle varie tipologie professionali sia tecniche che teoriche per questo un paese cresce. Nel caso dell’insegnamento delle associazioni legate al mondo venatorio, non possono far crescere un paese nella sua più grande risorsa della flora e fauna, ai bambini delle scuole non viene detto che i cacciatori detengono animali ai limiti della legalità, non dicono che tolgono la vita a degli esseri viventi, e soprattutto non dicono il perché nella maniera reale come si addice ad uno dei migliori insegnamenti. Per quanto riguarda i Comunisti Italiani vorrei far presente che l’arroganza della pratica della caccia è dovuta ad una legge del periodo fascista (art 842 codice civile) che va in contrasto con l’articolo 42 della Costituzione Italiana.

  11. Daniele Reali
    Scritto da giuncarico

    LO STAFF: COMUNICAZIONE PER GLI UTENTI
    Come prevede il nostro regolamento che trovate sulla pagina NOTE LEGALI vogliamo informare anche i più distratti che si lamentano dei commenti non pubblicati come viene disciplinata la pubblicazione dei commenti:

    • NOTA DA LEGGERE: Prima di lasciare un commento l’utente deve inserire nel campo riservato alle email un indirizzo di posta elettronica valido. Con una nuova procedura infatti sarà verificato l’indirizzo email e una volta “validato”, il commento sarà inserito in coda di moderazione e, se ritenuto idoneo, poi pubblicato. L’utente dovrà soltanto cliccare sul link che sarà inviato all’indirizzo inserito nel campo relativo alle email.

    PER ULTERIORI CHIARIMENTI CONTATTATECI ALL’INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA redazione@ilgiunco.net

  12. Scritto da Marco Reggio

    Un bel pensiero per i Comunisti Italiani. E’ di una comunista, una grande comunista:

    “Oh, Sonjuščka, qui ho trovato un forte dolore. Nel cortile dove passeggio arrivano spesso dei carri dell’esercito stracarichi di sacchi o vecchie casacche e camicie militari, sepsso con macchie di sangue…., vengono scaricati qui, distribuite nelle celle, rappezzate, poi ricaricate e spedite all’esercito. Recentemetne è arrivato uno di qeusti carri, tirato da bufali invece che da cavalli. Per la prima volta ho visto questi animali da vicino. Sono di costituzione più robusta e massiccia dei nostri buoi, con teste piatte e corna ricurve basse, il cranio quindi è simile a quello delle nostre pecore, sono completamente neri, con grandi, docli occhi neri. Provengono dalla Romania, sono trofei di guerra… I soldati che guidavano il carro raccontarono che fu molto faticoso catturare questi animali selvaggi e ancor più difficile –essendo abituati alla libertà – usarli come animali da tiro. Furono orribilmente percossi finché non appresero che avevno perso la guerra e che per loro valeva il motto vae victis. A Breslavia vi devno essere un centinaio di questi animali; essi, che erano abituati ai rigogliosi pascoli romeni, ricevono un misero e scarso foraggio. Vengono sfruttati senza pietà per trainare tutti i carri possibili e così vanno presto in rovina. Dunque, alcuni giorni fa arrivò qui un carro carico di sacchi. Il carico era così alto che i bufali all’entrare nel portone non risucivano a superare la soglia. Il soldato accompagnatore, un tipo brutale, cominciò a picchiare così forte gli animali, con la grossa estremità del manico della frusta, che la sorvegliante, indignata, lo riprese chiedendogli se non aveva proprio alcuna compassione per gli animali. ‘Neanche di noi uomini ha nessuno compassione’ rispose egli sogghignando, e picchiò ancor più sodo…Alla fine gli animali tirarono e scamparono il peggio, ma uno di essi sanguinava… Sonjuščka, la pelle dei bufali è proverbiale per lo spessore e la durezza, eppure la loro era lacerata. Poi, mentre scaricava, gli animali stavano muti, sfiniti, e uno, quello che sanguinava, guardava lontano con sulla faccia nera e nei dolci occhi neri un’espressione come di un bambino rosso per il pianto. Era esattamente l’espressione di un babmino che è stato duramente punito e non sa perché, non sa come deve affrontare il supplizio e la bruta violenza…Io stavo l’ e l’animale mi guardò, mi scesero le lacrime – erano le sue lacrime – non si può fremere dal dolore per il fratello più caro come io fremevo nella mia impotenza per questa muta sofferenza. Come erano lontani, irragiungibili, perduti i bei pascoli liberi e rigogliosi della Romania! Come era diverso lì lo splendore del sole, il soffio del vento, come erano diverse le belle voci delgi uccelli che lì si udivano, o il melodico muggito dei buoi! E qui: questa città straniera, orribile, la stalla umida, il fieno ammuffito, nausenante, misto di paglia fradicia, gli uomini estranei, terribili e le percosse, il sangue che colava dalla ferita fresca….Oh, mio povero bufalo, mio povero, amato fratello, noi due stiamo qui impotenti e muti e siamo uniti solo nel dolore, nell’impotenza, nella nostalgia. Intanti i detenuti si muovevano affaccendati attorno al carro, scaricavano i pesanti sacchi e li trascinavano nella casa; il soldato, invece, con le due mani nelle tasche passeggiava a grandi passi per il cortile, rideva e fischiettava una canzonetta. E così mi passò dinanzi tutta la magnifica guerra”.

    [Rosa Luxemburg, Lettere 1893-1919]

  13. Scritto da Alessio

    Mi domando e domando anche alla segreteria dei Comunisti Italiani come possano le associazioni venatorie informare e formare “per sensibilizzare, il rispetto verso l’ambiente e verso gli animali, mettendo in evidenza abitudini e particolarità delle specie”, se la loro passione ed il loro “sport” abbiano ad oggetto l’uccisione degli stessi animali. La scuola farebbe bene ad invitare degli etologi, dei biologi o degli ornitologi per parlare ai ragazzi di natura e di animali, non certo dei cacciatori!

  14. Scritto da piero

    come dirigente che porta avanti questo progetto da anni voglio ringraziare i comunisti italiani del sostegno dato alla preside,voglio solo dire che queste persone dovrebbero prima di dire cose che è difficile anche commentare,venire a vedere di persona cosa facciamo e cosa diciamo,(ma forse e più facile e demagogico parlare sensa conoscere)