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Pesca di frodo: sequestrati a Castiglione quintali di pesce ancora con l’amo in bocca

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Pesce di frodo in una pescheria di Castiglione della Pescaia. Gli uomini della Guardia Costiera di Porto Santo Stefano hanno ritrovato e sequestrato 230 di pesce che veniva conservato in una cella frigorifera senza alcuna etichettatura o documento d’origine: molti esemplari avevano ancora l’amo in bocca con la lenza, una prova evidente dell’attività fraudolenta di cattura.

Per i titolari della pescheria è scattato la sanzione amministrativa: la Guardia Costiera ha elevato verbali per 20 mila euro e sequestrato in totale circa 250 chili di pesce di prodotti ittici.

Nell’operazione sono stati impiegati più di 60 uomini a terra con il supporto di 3 unità navali in mare.

Nell’occasione dal comandante dell’ufficio Circondariale Marittimo di Porto Santo Stefano è arrivata la raccomandazione per gli operatori commerciali del settore presenti sul territorio locale, come ristoranti e pescherie, di diffidare da chiunque proponga prodotti ittici di dubbia provenienza.

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