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Bambino in scatola, l’associazione: il manifesto rimarrà esposto foto

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di Barbara Farnetani

GROSSETO – «Abbiamo diffidato Semar e Cbs a oscurare il cartellone pubblicitario anzitempo» non si ferma la battaglia dell’Associazione d’idee onlus per difendere la pubblicità antispecista di quello che abbiamo definito il “bambolotto in scatola”. Nell’immagine, lo ricorderete, si vede un bambolotto fatto a pezzi e confezionato sotto chellophane come avviene al supermercato per la carne di pollo o coniglio. «La Cbs, che è la concessionaria degli spazi pubblicitari, ha chiesto a Semar di oscurare la pubblicità – afferma Paolo Rossi, presidente dell’Associazione – ma noi abbiamo diffidato entrambi dal farlo.» La campagna terminerà infatti il 12 marzo prossimo, e l’associazioni non accetta «censure» al riguardo. «Riteniamo che se ci fosse un fondamento legale per cui quel manifesto non può restare lo avrebbero già tolto, per cui quella che vorrebbero fare è una censura solo perché non approvano i contenuti, e non accettare censure significa che quel messaggio è lecito» prima della diffida la società concessionaria aveva detto che domani avrebbe oscurato personalmente il cartellone, adesso però non si sa cosa succederà.

Intanto “campagne per gli animali”, che ha ideato la pubblicità, ha scritto al garante dei minori Grazia Sestini «La pubblicità “chi mangi oggi?” – afferma Adriano Fragano – ha contribuito a porre l’attenzione su una questione morale che per noi è fondamentale senza mancare di rispetto a nessuno: abbiamo scelto un totem della società umana, ossia il rispetto nei confronti dei minori, per sottolineare l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di altri esseri senzienti, sollevando una “questione animale” che per la nostra civiltà è un tabù. Il feticcio del bimbo, del figlio, dell’essere innocente è un elemento forte della società umana, intoccabile, un elemento che noi non intendiamo attaccare, ma che abbiamo scelto come veicolo per poter raggiungere la coscienza delle persone. Titti gli animali (compresi gli umani) – conclude – dovrebbero avere pari libertà e pari possibilità di vivere una vita degna e piena»

Per quanto riguarda il merito della questione, poi, Paolo Rossi parla di «obiettivo raggiunto, quello di far riflettere e discutere. La foto di un bambolotto smembrato suscita indignazione e disgusto, cosa che non capita con gli animali fatti a pezzi» Il bambolotto di plastica, che è stato battezzato Chicco intanto è stato riassemblato «sta bene ed è tornato tutto d’un pezzo» ironizzano gli appartenenti all’associazione che lo terranno come mascotte.

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