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Promozione del vino: nasce il consorzio di tutela di secondo livello

GROSSETO – Promozione del vino: ridurre gli interlocutori e concentrare le forze. Sono i punti di partenza per il consorzio di tutela del vino maremmano. Larghe intese, dunque, e trasversalità, parole oggi quanto mai utilizzate in ambito politico, per la creazione di un organismo di tutela di secondo livello destinato rilanciare una delle produzioni più importanti del territorio maremmano. Nella sede della cantina Cooperativa del Morellino di Scansano i presidenti della Camera di Commercio, Gianni Lamioni e della cantina Cooperativa, Benedetto Grechi, insieme a quelli delle Associazioni Agricole, Antonfrancesco Vivarelli Colonna per Confagricoltura, Francesco Viaggi per Coldiretti ed Enrico Rabazzi per Cia, hanno convenuto sull’idea di ridurre le strutture aventi finalità di tutela e promozionali nella provincia di Grosseto concentrando gli sforzi su un unico consorzio di tutela di secondo livello.

L’idea, già lanciata dal presidente della Provincia, Leonardo Marras, in occasione di un convegno sul vino tenuto tempo fa a Massa Marittima, è stata immediatamente condivisa dai principali attori che hanno così ritenuto fondamentale concentrare le forze territoriali di valorizzazione della vitivinicoltura, facendole convergere e pensando a una struttura in grado di intercettare più facilmente un quantitativo maggiore di fondi e  che, al contempo, favorisse l’internazionalizzare del prodotto vino, collegandolo al brand “Maremma”.

Il consorzio, così come immaginato, dovrebbe essere concepito come una unica struttura di coordinamento, la cui finalità è quella di concentrare tutte le risorse, di organizzarle e di utilizzarle al meglio, seguendo una logica di sviluppo, evitando inutili moltiplicazioni non sinergiche. Infatti è palese che molte iniziative legate al mondo del vino, singolarmente encomiabili, nel corso del tempo, si siano indebolite, non coordinandosi e non riuscendo nella finalità di promozione che si erano prefissate. Analogo impegno, secondo i partecipanti all’incontro, deve essere posto nella riforma delle “Strade del Vino e dei Sapori” che occorre sia incentrata sulla ricerca di sinergie utili a contenere i costi e moltiplicare i benefici.

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