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Più Toscana: trasporto sanitario a rischio se la Regione non sostiene le associazioni

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FIRENZE – «A Grosseto a rischio il servizio di trasporto sanitario. Dalla Regione, per il 2013, nessun budget per i servizi delle associazioni di volontariato». A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del gruppo “Più Toscana” e membro della IV commissione “Sanità”, Gian Luca Lazzeri, che ha presentato un’interrogazione per conoscere quale sia il fondo destinato all’Asl 9 per il trasporto sanitario.

«Nonostante il calendario segni già marzo e le associazioni di volontariato stiano continuando a erogare servizi fra mille difficoltà – spiega –, il sostegno economico da parte della Regione è ancora in bilico. Finora dall’assessore Marroni nessuna parola in merito al budget da destinare al trasporto sanitario per l’anno in corso».

I rapporti in materia di trasporto sanitario tra Regione, aziende sanitarie e organizzazioni di volontariato sono stati modificati nel 2010 dalla legge 70 che ha introdotto un regime budgettario in sperimentazione dal 2012.

«La legge 70 già nel 2010 – spiega – prevedeva la formazione di una Conferenza Regionale Permanente per il trasporto sanitario, costituita con ben due anni di ritardo solo tre mesi fa. La Conferenza composta dall’assessore Marroni e i rappresentanti di Pubblica Assistenza, Croce Rossa e Misericordia ha il compito di stabilire il budget che ogni Asl destinerà alle associazioni di volontariato tramite l’organo del Comitato di coordinamento che interverrebbe a livello aziendale definendo i criteri di assegnazione alle singole associazioni».

Organo, quest’ultimo, che secondo il consigliere mancherebbe ancora all’appello in diverse Asl (bloccando la ripartizione e la quantificazione del budget). «Col risultato che le associazioni, già alle prese con ritardi nei pagamenti, sono costrette a navigare a vista nel compilare la propria agenda spese, come da loro stessi denunciato».

Ma a sollevare perplessità nel consigliere c’è anche la composizione della Conferenza Regionale. «Grandi assenti – commenta – e senza diritto di parola nella programmazione del budget saranno le associazioni minori fortemente radicate sul territorio che rischiano di diventare mere esecutrici di voleri distanti dai loro bisogni. Chiediamo che la Regione chiarisca qual è stato il costo sostenuto per le associazioni nel 2011 e quali sono stati i criteri di affidamento del budget alle varie Asl ed a quanto ammonta la cifra per ciascuna azienda».

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