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Terremoto Sel, si dimettono i vertici: «Fallimento del partito, progetto vecchio e superato»

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di Daniele Reali

GROSSETO – Non è trascorsa neanche una settimana dalle elezioni politiche ed è a Grosseto che arriva il primo grosso scossone dentro Sinistra Ecologia e Libertà. Un vero e proprio terremoto, perché in un colpo solo il partito di Vendola perde i suoi punti di riferimento a livello provinciale e nella città capoluogo. A lasciare il partito è un gruppo di 11 persone, dirigenti e amministratori che avevano contribuito a far nascere e crescere l’esperienza Sel in Maremma. Tra questi il coordinatore provinciale e consigliere comunale a Grosseto Davide Buzzetti, il coordinatore del circolo del capoluogo Michele Fabianelli, ma anche l’assessore al comune di Orbetello Alessandro Ragusa, la vice presidente della Commissione Pari Opportunità di Grosseto Paola Giannelli (nella foto da sinistra: Alessandro Ragusa, Stefania Bondoni, Davide Buzzetti, Paola Giannelli, Manuel Bambi).

«Il progetto di Sel – dice Buzzetti – nel quadro politico attuale è ormai vecchio e superato e non è più in grado di rispondere alle domande degli elettori. Sel è stato un fallimento nelle ambizioni e dopo il risultato elettorale ci aspettavamo che il partito aprisse una discussione. Invece si è preferito sopravvivere accontentandosi del 3% e di difendere posizioni di rendita».

Una mossa che segna sicuramente una profonda critica a quella che è stata la gestione del partito anche a carattere regionale e nazionale a partire dalle primarie per il parlamento, con tutte le polemiche sulle schede e sulle liste, e dall’ultima campagna elettorale.

Insieme alle dimissioni gli ex dirigenti di Sel hanno presentato anche un documento nel quale vengono tracciati anche gli obiettivi futuri e che è stato firmato anche da Stefania Bondoni, coordinatrice comunale di Orbetello, Maunuel Bambi, Michela Ambrsosio, Patrizia Gaibisso, Palmiro Lunghi e Rodolfo Bassi.

«C’è bisogno di lavorare per un soggetto unico del centrosinistra – aggiunge Buzzetti – e noi ci impegneremo per questo. Sel era una promessa e ora invece è tutta un’altra cosa perché hanno prevalso le vecchie logiche di partito. Noi siamo un gruppo di giovani che non si può accontentare delle posizioni di rendita, ma vogliamo costruire un progetto per il centrosinistra».

Ma che fine faranno adesso gli ex dirigenti di Sel? «Per ora vogliamo capire come si evolve il quadro politico – dice Buzzetti – che in questo momento è estremamente mobile». Ma un partito di riferimento per il momento il centrosinistra ce l’ha e si chiama Partito democratico. Nell’immediato però non ci saranno ingressi nel Pd, rimane tutto da valutare. «In consiglio comunale – conclude Buzzetti – voglio dialogare con la maggioranza e portare il mio contributo: l’unica via d’uscita per il centrosinistra è recuperare il rapporto con i cittadini sfidando il Movimento 5 Stelle sui temi concreti».

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