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Ancora 15 giorni per salvare la piscina: nelle mani del comune il futuro dell’impianto foto

di Daniele Reali

BAGNO DI GAVORRANO – Si apre uno spiraglio per salvare la piscina di Bagno di Gavorrano. La società sportiva che la gestisce ha deciso di dare una possibilità all’amministrazione comunale per risolvere i problemi all’impianto di riscaldamento dell’acqua a servizio della struttura. Decisiva è stata la telefonata tra il presidente dell’Associazione Nuoto Gavorrano Massa Marittima Renato Pertusati e la prosindaco Elisabetta Iacomelli che ha garantito un impegno per risolvere a breve la situazione.

«Noi vogliamo tenere in piedi questa struttura – dice la vicepresidente dell’associazione Anna Paolotti -, ma abbiamo bisogno di un sostengo da parte del comune, una boccata di ossigeno anche per far fronte alle spese che abbiamo dovuto sostenere in questa situazione di emergenza».

Il problema all’impianto di riscaldamento dell’acqua si è verificato da tempo e questo ha causato anche un aumento delle spese per metano ed energia elettrica. «Con i problemi che abbiamo avuto – ha detto  il presidente Pertusati – sono cresciuti anche i costi perché è diminuito il numero degli iscritti e le spese sono rimaste invariate» (nella foto il presidente Renato Pertusati e la vice Anna Paolotti).

Per salvare la piscina insomma bisogna muoversi da subito. Entro il 15 di marzo il consiglio di amministrazione della società di nuoto ha posto alcune condizioni che se non saranno rispettate porteranno direttamente alla chiusura definitiva della struttura. «In queste due settimane – ha aggiunto Pertusati – dovrà essere installata una nuova caldaia che abbiamo trovato a 500 euro e ci dovrà essere garantito che presto, prima dell’estate, inizino i lavori per la installazione di un nuovo cogeneratore». L’impianto di cogenerazione infatti garantirebbe alla struttura minori costi di gestione e un’autonomia elettrica rispetto anche alle bollette. La terza richiesta dell’associazione è quella di poter ottenere una forma di contributo dal comune per coprire alcune spese che riguardano proprio le bollette.

«Per il momento abbiamo un debito per le bollette di metano e energia elettrica di 140 mila euro e per questo abbiamo bisogno di aiuto. Perché se il comune fosse intervenuto ad agosto scorso quando noi abbiamo lanciato il primo allarme non saremmo arrivati a questo punto» ha concluso Pertusati.

A questo punto la palla passa nelle mani del comune e tra pochi giorni sapremo quale sarà il futuro della piscina.

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