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Movimento 5 Stelle: per garantire la governabilità, i sacrifici inizi a farli la politica

GROSSETO – «Lo spread che sale e la Borsa che crolla non sono certo le due novità derivanti dalle elezioni di fine Febbraio 2013; la novità sarà un’altra: un’inversione della richiesta di “sacrifici”; ora saranno gli Italiani, per il bene del Paese, a pretendere grossi sacrifici dalle banche, dai grandi della finanza e dai politici.» Così il Movimento 5 Stelle di Grosseto commenta il risulytato uscito dalle urne. Il M5S è convinto che «per ottenere credibilità dai mercati, sia doveroso ricostruire la dignità del nostro Paese e investire nel futuro: si devono ridurre i costi delle politica, della burocrazia e, soprattutto, disinvestire dall’acquisto delle armi, impiegando le risorse e i capitali per raggiungere l’eccellenza nella sanità, nell’istruzione, nella ricerca, nel ‘made in italy’. È necessario ridare impulso all’economia mediante un abbassamento della pressione fiscale e garantire la libertà di scambio senza più monopoli e/o oligopoli concessi agli “amici dei politici”, permettendo così una migliore qualità della vita alle persone e un’equa ridistribuzione della ricchezza.»

Per il M5S «governare l’Italia è semplice, basta che il PDL e il PD mantengano le loro promesse elettorali, votando a favore dei seguenti punti:
– riduzione degli stipendi dei politici;
– eliminazione dei rimborsi elettorali e rinuncia ad incassare il rimborso attuale;
– riduzione al minimo indispensabile delle auto blu e vendita delle attuali;
– eliminazione dei vitalizi;
– riduzione delle pensioni dei politici e aumento delle pensioni minime;
– riduzione del numero dei parlamentari;
– instaurazione di una task force che indaghi sulla “congruità” del patrimonio accumulato dai politici;
– abbassamento della pressione fiscale, eliminazione dell’IRAP, dei sostituti d’imposta, riduzione delle aliquote e nuove norme di calcolo delle imposte;
– eliminare le spese per l’acquisto di armi e ritirare l’esercito dalle attuali “missioni di pace” tradotto dalla guerra;
– referendum propositivi senza quorum;
– elezione diretta dei rappresentanti;
– reddito di cittadinanza;
– libertà di scambio;
– eliminazione delle province;
– referendum popolare per l’uscita o meno dall’Euro;
– nuova impostazione dell’INPS
– Massimo di due legislature con effetto retroattivo;
– Strategia ‘Rifiuti Zero’ e chiusura degli inceneritori;
– Stop al consumo di territorio;
– Legge anticorruzione seria;
– Informatizzazione e semplificazione dello Stato;
– Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
– Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti;
– legge sul conflitto di interessi;
– accesso gratuito alla rete per cittadinanza;
– abolizione IMU sulla prima casa;
– non pignorabilità della prima casa;
– abolizione di Equitalia.

Governiamo?»

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