Bullismo, Bonifazi: ferma condanna. A Siloe lo sconcerto di Marras e delle confessioni religiose

GROSSETO – Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi torna ad intervenire sulla vicenda di Bullismo avvenuta sulle Mura cittadine: «In merito al mio intervento sul video della rissa sulle Mura medicee di Grosseto intendo precisare che la riflessione circa l’ipotesi che l’evento non sia di natura squisitamente razzista, ma che possa trattarsi di una sciocca, insensata “ragazzata” finita con le botte, prende solo spunto da un servizio pubblicato sulla stampa nazionale con alcune dichiarazioni da parte degli organi inquirenti – afferma Bonifazi -. Lo spunto per riflettere sul fatto che se anche fossimo di fronte ad un caso del genere, e dico se, avremmo comunque molto da domandarci rispetto a certi episodi che coinvolgono alcuni giovani. Rimane la mia ferma condanna a qualsiasi forma di violenza, sia essa di sfondo razzista, sia essa frutto di una esasperata, deprecabile scazzottata tra coetanei per i più svariati motivi»

E dell’aggressione alla minorenne accerchiata dalle compagne e poi postata su internet si è parlato anche nell’incontro avvenuto a Siloe nell’ambito dell’iniziativa del presidente Leonardo Marras “100VolteProvincia”. Ferma la condanna che è giunta dai rappresentanti delle confessioni religiose intervenute all’incontro. «Aggressioni di gruppo di questo tipo – dichiara il presidente Leonardo Marras – non vanno assolutamente sottovalutate, non possono essere considerate semplici ragazzate legate alla giovane età. Sono al contrario il segnale di un forte disagio sociale, un campanello d’allarme su cui dobbiamo riflettere tutti con grande attenzione per capire come sta cambiando la nostra comunità e cosa possiamo fare per prevenire nuovi fenomeni di bullismo e di razzismo. Ecco perché, con i rappresentanti delle confessioni religiose, parlando di integrazione, abbiamo deciso di prendere una posizione comune, di ferma condanna di un gesto, che attraverso il web rischia di amplificare i suoi effetti. Ad avere bisogno di aiuto non sono solo i ragazzi che vengono aggrediti, ma anche gli aggressori. C’è un forte bisogno di educare alla conoscenza, al rispetto e alla condivisione, ai valori civili, sconfiggendo la superficialità e la mediocrità. Io credo fermamente che le confessioni religiose siano in questo senso, un interlocutore fondamentale per la tenuta sociale della comunità.» Erano presenti all’incontro il vescovo Guglielmo Borghetti, Elisabeth Green, pastore della Chiesa Evangelica Battista, Elena Servi della Piccola Gerusalemme, Sandra Luschi della Comunità Baha’I.

«Bullismo giovanile e aumento della microcriminalità – dichiara preoccupato il segretario comunale del Pd grossetano, Roberto Panfi – non vanno sottovalutati in una logica autoconsolatoria. Perché è oramai chiaro che Grosseto, come moltissime altre realtà simili della provincia italiana, non può più essere considerata un’isola felice, estranea a fenomeni di degrado sociale. Il fenomeno più preoccupante e per certi versi al quale siamo meno preparati, è senza dubbio quello del bullismo. L’ultimo episodio ha visto alcune giovanissime protagoniste di una rissa ripresa con i cellulari e postata sulla rete. In questo casi non può bastare appellarsi alle famiglie e al mondo della scuola, perché i fenomeni di degrado sociale e morale che li presuppongono richiedono un intervento non più rinviabile da parte del Comune e della Asl, in collaborazione con altri soggetti pubblici e associativi. Bisogna pertanto cominciare a strutturare una rete cittadina di operatori di strada e di strutture e percorsi di socializzazione destinati agli adolescenti, in modo da prevenire fenomeni già di per sé preoccupanti, ma che prima o poi rischiano di degenerare in qualcosa di peggio».

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