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Elezioni 2013, L’INTERVISTA – Jurij Di Massa: «Noi facciamo politica tra la gente e per la gente»

di Daniele Reali

GROSSETO – Jurij Di Massa (nella foto), avvocato e capogruppo del centrodestra in consiglio comunale a Gavorrano, ha scelto di candidarsi nella lista di Fratelli d’Italia per la Camera dei Deputati. Un passato, recente, nel Popolo della Libertà come responsabile provinicale degli enti locali e un futuro nel nuovo partito di centrodestra fondato da Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa, dopo le mancate primarie per indicare il candidato premier del Pdl.

Come deve essere per lei un parlamentare?
Un parlamentare deve essre una perosna semplice e normale. Questo è il primo requisito perché la normalità oggi è un lusso di pochi. Anche qui a livello locale tutti quanti hanno assunto dalla politica, non hanno donato; la stragrande maggioranza è entrata in politica e non aveva neanche un lavoro, che non è una colpa, ma è comunque un fatto. Un consiglio che do agli elettori è di informarsi su chi sono i candidati: andate su “Google” e vedete chi sono veramente i primi cinque in lista dei vari partiti. Vi renderete conto che il 90% è invotabile per una persona normale.

Fratelli d’Italia è un partito nato da poco tempo: ha scelto di stare nel centrodestra, come sono i rapporti con il Pdl e gli altri alleati della coalizione?
I rapporti con il Pdl attualmente sono doverosamente ottimi e dovranno essere altrettanto ottimi anche in futuro perché l’orizzonte politico è quello. Io sono uscito dal Pdl quando ho capito, con le mancate primarie del 16 dicembre, che non sarebbe mai esistito un partito. Successivamente grazie anche alle persone che avevano dato vita a Fratelli d’Italia e che conoscevo bene ho aderito a questo nuovo progetto fatto di gente normale e soprautto gente per bene.

La Meloni ha messo in evidenza più volte la questione delle “liste pulite” e del buon esempio che deve dare la politica. Che ne pensa lei?
Le liste devono essere pulite perché un parlamentare è il rappresentante del popolo, il rappresentante supremo, e deve rappresentare il suo territorio in maniera assoluta. Per questo la politica deve dare il buon esempio.

Tre priorità che devono essere realizzare dei prossimi cinque anni?
In questo momento bisogna ridare speranza alle famiglie e la possibilità di tornare a spendere. Parlando di proposte concrete noi siamo per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e l’impignorabilità della prima casa. Proponiamo una legge costituzionale che metta un tetto massimo del 40% sulla pressione fiscale e vogliamo un’attenzione particolare alle famiglie con misure come il quoziente familiare e per esempio l’Iva al 4% sui prodotti per l’infanzia.

Che impegno prende per la Maremma?
Di impegni concreti io e Fratelli d’Italia li abbiamo già presi: per esempio siamo stati gli unici a donare tutti i gettoni di presenza del 2012 agli alluvionati di Albinia. Una scelta fatta da tutto il consiglio comunale di Gavorrano, ma che è stata proposta da me. Così come siamo stati gli unici a portare soldi, insieme a Giorgia Meloni e al presidente Piero Camilli, ad Albinia.
Per il futuro se sarò eletto, l’impegno che prendo è quello di essere a disposizione del mio territorio ogni fine settimana per tutta la durata della mia esperienza, per incontrare persone senza segretari o assistenti: lo farò di persona.

E l’austostrada?
Siamo favorevoli. L’autostrada va fatta. L’uomo per noi rimane al centro dell’universo.

In questa campagna elettorale i sondaggi sono sempre stati poco “generosi” nei confornti di Fratelli d’Italia: che tipo di risultato si apsetta?
Il nostro risultato si misura sulla qualità della politica che siamo stati in grado di produrre in così poco tempo sneza mezzi, ma semplicemnte con quella che chiamano “vecchia” politica, cioè con un partito fatto di “carne e di sangue”. Abbiamo fatto tanti incontri, abbiamo girato la Maremma, chilometri e chilometri, anche nei paesini più piccoli. Questa è la nostra vittoria; il nostro sarà un successo stratosferico. Noi facciamo politica tra le gente e per la gente senza banche, senza televisioni e senza padroni occulti.

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