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Un pino per ogni bambino di Cernobyl accolto in Maremma. Niki Giustini all’evento di solidarietà

GROSSETO – «150 pini marittimi da reimpiantare nella pineta di Marina di Grosseto. Un pino per ogni bambino di Cernobyl che abbiamo accolto in Maremma». Con queste parole Aldo Vigilucci, dell’associazione volontari per l’infanzia, sintetizza l’iniziativa che si è tenuta alla Fondazione il Sole e organizzata dal circolo culturale Acas, nel nome della solidarietà. Sul palco è salito Niki Giustini, attore, comico, imitatore, nonché conduttore televisivo e radiofonico, per uno spettacolo in cui l’artista toscano ha messo in mostra il meglio del suo repertorio. Un monologo che ha visto portare in scena celebri imitazioni, battute a raffica e momenti di improvvisata ilarità che hanno divertito i presenti. «Ricordo ancora i miei esordi nel 1988 a Marina di Grosseto – racconta Giustini – serate indimenticabili. Per questo ho accettato di buon grado quando sono stato contattato per  l’evento». L’artista toscano ha parlato anche dei suoi progetti futuri e del sogno legato al cinema: «Sul grande schermo mi piacerebbe fare il regista, stare dietro e dirigere è certamente una bella sensazione».

Soddisfazione per l’ottimo risultato ottenuto dall’evento, arriva dagli organizzatori: «le nostre serate sono spesso all’insegna del sorriso – spiega Ambra Cortesi, presidente Acas -, ma non dimentichiamo il fine benefico. Non è la prima volta che sosteniamo l’associazione volontari per l’infanzia e anche in questa circostanza ci fa piacere dare il nostro contributo». Con il ricavato dell’evento, infatti, l’associazione volontari per l’infanzia si è impegnata a rendersi disponibile per favorire il reimpianto di 150 pini marittimi nella pineta di Marina colpita dal devastante incendio della scorsa estate: «Con il presidente Paolo Diciotti manteniamo l’impegno per l’ospitalità di una decina di bambini bielorussi nel mese di giugno, oltre al sostegno di microprogetti internazionali in Bieloussia per l’aiuto di bambini disabili in orfanotrofio e in riformatorio – osserva Vigilucci -. Bambini bielorussi poco fortunati, ma che conservano grande voglia di vivere. Ci fa piace contribuire per il reimpianto dei pini come un segnale di speranza e di crescita, lo stesso di cui hanno bisogno i bambini che ogni anno accogliamo in Maremma».

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