Il Giorno della Memoria per non dimenticare le vittime omosessuali

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GROSSETO – Non solo Ebrei. Furono molte e differenti le vittime del nazismo che trovarono la morte nei campi di concentramento. Ebrei, zingari, comunisti, omosessuali, costretti a portare il trinagolo rosa. Vittime spesso dimenticate di una follia che calpesto l’Europa e i diritti di tutti coloro che non fossero Ariani. Proprio per non dimenticare Arcigay Grosseto e Arci Khorakhané organizzano, per il 27 di gennaio giorno dell’ abbattimento dei cancelli di Auschwitz, una serie di interventi per riportare alla luce fatti e esperienze scaturite dal nero periodo che vide Italia ed Europa soggiogate dalle folli leggi razziali dei regimi totalitari.

«A più di mezzo secolo dal triste periodo delle deportazioni di massa è importante tenere viva la memoria, continuare a dibattere e informare le generazioni presenti e future sugli atroci crimini commessi dalla furia nazi-fascista» commenta Maurizio Tondi (nella foto sopra), presidente Arcigay Grosseto.

La giornata organizzata da Arci Khorakhané e Arcigay affronterà con vari interventi il tema dell’olocausto e più in particolare l’omocausto: la deportazione e lo sterminio delle persone omosessuali. Prosegue Tondi, «Oltre alle leggi contro la popolazione ebraica, furono promulgate leggi specifiche mirate alla deportazione delle persone omosessuali, quali il Paragrafo 175 in Germania e norme specifiche dell’ordinamento giuridico fascista tese a negare l’ esistenza stessa dell’omosessualità, riducendola ad atti di violenza e tortura e quindi punibile per legge».

Si parte alle 16.30 con la presentazione del libro “La Libellula” di Bert d’Arragon, romanzo storico edito dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia che racconta la storia di due ragazzi omosessuali tra l’attentato a Giacomo Matteotti e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Interverranno La Libreria delle Ragazze, Anpi Grosseto e Agedo. A seguire, alle 21,30 ci sarà la proiezione del documentario “Paragraph 175”, 2000, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, raccontato da Rupert Everett. Il filmato raccoglie testimonianze di uomini e donne omosessuali arrestati dai nazisti in base al famigerato Paragrafo 175. Il tutto sarà intervallato da un’apericena sempre negli spazi del Khorakhanè.

Conclude Maurizio Tondi, «Un’occasione per tenere viva la Memoria nella nostra Provincia e tramandare i valori della libertà di ogni individuo con tutte le sue differenze. Per assicurarci un presente e un futuro di diritti e di libertà dalle oppressioni è necessario conoscere, capire e sentire quanto è stato nel nostro passato e non dimenticare».

 

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