Asl 9, il Pdl: «mancato rispetto della normativa» in materia di contratti e appalti

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FIRENZE – La vicenda legata ad un appalto della Asl di Grosseto, fa muovere rilievi da parte dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici. La questione finisce in consiglio regionale, dove il Pdl, con Andrea Agresti e Alberto Magnolfi, presenta una interrogazione alla giunta. I due esponenti del Pdl, si legge nell’interrogazione, sono «venuti a conoscenza di un documento dell’Autorità di Vigilanza relativo a un appalto per la ristrutturazione di una porzione del piano terra, per la realizzazione di spazi da destinare alla Diabetologia, alla Radiologia e al Centro unico prelievi presso l’ospedale Misericordia di Grosseto».

Ebbene, fanno notare Agresti e Magnolfi «l’Autorità evidenzia una serie di rilievi di non correttezza e di cattiva condotta da parte della Asl 9 di Grosseto». Secondo quanto scrivono i consiglieri regionali alla giunta, l’Autorità sostiene «che la Asl avrebbe dovuto assumere comportamenti improntati a una maggiore tempestività e a un più rigoroso rispetto delle disposizioni normative esistenti». Non solo: «A tale riguardo – ricostruisce ancora l’interrogazione – si rileva che il progetto esecutivo ed il bando di gara sono stati approvati e pubblicati senza che fosse stata acquisita la formale validazione del progetto. Inoltre si richiama la Asl9 ad utilizzare dei prezzari aggiornati alle condizioni di mercato, indipendentemente dal criterio di aggiudicazione o dalle modalità di formulazione delle offerte per evitare, dove possibile, contenziosi e al fine di una corretta azione amministrativa».

Proprio sui prezzi si specifica: «Nel periodo tra marzo 2005 e maggio 2006 si applicano 29 nuovi prezzi, ben oltre la naturale scadenza del contratto che stabiliva il fine lavori al 10/11/2004 e non risultano agli atti disposizioni in merito a sospensioni, proroghe o applicazioni di penali per ritardato adempimento da parte dell’aggiudicatario». Le conseguenze, fanno notare Agresti e Magnolfi, non sono mancate: «Tali gravi e colposi ritardi – scrivono – nonché il mancato rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici ha causato conseguenze negative ed onerose per la buona gestione della vicenda amministrativa in esame, oltre che evidenti e gravi difficoltà ai soggetti realizzatori dell’opera, sottoposti a rischio di dissesto finanziario».

Per questi motivi ora Agresti e Magnolfi chiedono alla Regione di rispondere nero su bianco a due domande: se fossero a conoscenza dei rilievi mossi dall’Autorità di Vigilanza e quali provvedimenti la giunta ha preso, o vorrà prendere, per evitare che si ripetano tali spiacevoli situazioni a tutela del generale interesse della buona amministrazione, oltre che dei legittimi diritti delle imprese e dei lavoratori coinvolti.

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