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Tradizioni della Maremma: Montieri ricorda il Beato Giacomo detto il murato

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MONTIERI – Visse in penitenza per 46 anni, rinchiuso nella sua piccola cella, quando morì il 28 dicembre del 1289, Giacomo Papocchi, detto il murato, era già venerato come un santo dal suo popolo. Da allora, tradizionalmente, i Montierini il 28 dicembre di ogni anno salgono alla chiesa di San Giacomo Apostolo dove è conservata la sua tomba. Il 27 e 28 dicembre prossimo, nell’approssimarsi dell’ottavo centenario dalla sua nascita (il Beato Giacomo nacque a Montieri nel 1213), sarà il Vescovo di Volterra, Monsignor Alberto Silvani, a celebrare la messa. Giovedi 27 le celebrazioni si apriranno alle 9 di mattina con una messa celebrata nella cella del santo, mentre alle 20.30 dalla chiesa parrocchiale si sale insieme a San Giacomo per la veglia di preghiera presso la tomba del santo con Via Crucis lungo il percorso. Il giorno seguente alle 11 la messa solenne presieduta da Monsignor Alberto Silvani Vescovo di Volterra e alle 20 si renderà omaggio alle reliquie del Santo il cui corpo è oggi esposto alla venerazione dei fedeli.

Una storia singolare quella di Giacomo Papocchi, l’unico santo ad aver trascorso tutta la sua esistenza in provincia di Grosseto. Da giovane lavorò nelle argentiere locali proprietà dei Vescovi di Volterra. Fu accusato di furto e condannato alla pena della mutilazione della mano destra e del piede sinistro. La mutilazione fu per lui occasione per riscoprire la fede, tanto che chiese e ottenne di farsi “immurare”, cioè di vivere in rigorosa clausura, in una piccola cella adiacente l’antico tempio vescovile di San Giacomo Apostolo, sotto la guida spirituale dei monaci dell’antica abbazia di San Galgano. La sua esistenza fu caratterizzata da visioni e miracoli tanto che il suo culto è pervenuto ininterrotto fino ai giorni nostri. Come ricorda Bruno Scellini presidente Opera Beato Giacomo «Narrano gli antichi biografi che egli, dalla sua cella, attraverso lo spesso muro che lo separava dalla chiesa, riuscisse a vedere il sacerdote celebrante la Messa all’altare della chiesa stessa,tanto grande era il suo desiderio dell’Eucarestia. Ormai nell’imminenza della morte, non essendo potuto salire il sacerdote alla chiesa di San Giacomo a causa della neve, Gesù stesso scese a comunicarlo. Morì veneratissimo dal suo popolo, il 28 dicembre del 1289.»

Il suo corpo è conservato nella chiesa parrocchiale di Montieri (arca ed urna del secolo XVIII) e viene esposto nelle due solennità a lui dedicate: 27 luglio (memoria diocesana) 28 dicembre (dies natalis del Beato). A Montieri si trovano ancora la chiesa vescovile di San Giacomo apostolo il maggiore (secolo XII) e la Cella della penitenza del Beato (secolo XIII). Il culto al Beato Giacomo fu riconosciuto da Papa Pio VI nella Certosa di Firenze, dove si trovava prigioniero di Napoleone, nel 1798.

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