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Vicenda Mabro: Natale più sereno per le dipendenti, la Banca della Maremma garantisce la cassa integrazione

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Sarà un Natale più sereno per 172 dipendenti di Abbigliamento Grosseto. La cassa integrazione dei mesi di ottobre e novembre sarà a disposizione a partire da lunedì prossimo, grazie all’intervento della Banca della Maremma che, con i componenti del CdA e i sindaci revisori, ha fornito le garanzie necessarie per l’erogazione degli importi. Si tratta di un impegno complessivo di 140mila euro. «Le ultime giornate sono state molto strane – spiegano dalla Rsu della Cgil -, siamo passate dall’impossibilità di percepire la cassa integrazione prima di Natale, alle garanzie date al sindaco Bonifazi che questo sarebbe avvenuto, alla smentita di Fidi Toscana, alle dichiarazioni dell’assessore regionale Simoncini che tutto era stato risolto, fino alla nuova incertezza di questa mattina. Adesso abbiamo la certezza che gli importi di ottobre e novembre arriveranno prima di Natale, questo grazie a 15 privati cittadini che hanno sopperito alla carenza delle istituzioni toscane. Siamo quindi qui a ringraziare la Banca di Credito Cooperativo della Maremma e soprattutto chi ha dato le necessarie garanzie sotto forma di copertura economica, ovvero Francesco Carri, Gabriele Fusini, Silvano Giannerini, Stefano Dragoni, Emanuela Fontana Antonelli, Francesco Gentili, Aleardo Mantellassi, Alberto Paolini, Stefania Ricci, Mario Morandini, Gianluca Ancarani, Pietro Magagnini, Giacarlo Ciarpi, Fabio Becherini e Fabio Cassai».

Si tratta dunque di una bella boccata di ossigeno che arriva dopo i giorni delle proteste, con l’occupazione del consiglio comunale e di quello provinciale. «Questo è il ruolo del Credito Cooperativo – spiega il presidente della Banca della Maremma Francesco Carri -, la Banca ha le proprie regole e non poteva fare questa operazione, per questo siamo intervenuti noi a dare la necessaria fiducia, perché è giusto, nel limite del possibile, stare vicino ai lavoratori e a chi fa tanti sacrifici». Dichiarazioni riprese anche dal direttore generale Giancarlo Ciarpi: «le situazioni di emergenza richiedono un pronto intervento, per motivi burocratici questo non stava avvenendo. Rilasciamo quindi noi garanzie personali per la copertura, ma ci spendiamo anche dal punto di vista operativo. Lo dico con orgoglio, perché per segno di solidarietà e per mettere in moto la macchina contabile ci sarà bisogno che i nostri dipendenti lavorino anche sabato e domenica. Crediamo in questa terra, crediamo nei suoi lavoratori». Un percorso amministrativo che dunque viene completato, laddove la burocrazia avrebbe certamente ritardato qualsiasi tipo di accelerazione relativa all’emergenza. «Ci siamo subito dichiarati disponibili per completare il percorso amministrativo – spiega il vicedirettore Fabio Becherini -, anche se i tempi sono stati frenetici negli ultimi giorni. La Regione si è mossa dicendo che esiste la copertura finanziaria, ma l’ultimo step non veniva completato da Fidi Toscana. Vista la grande umanità dei lavoratori, non ce la siamo sentita di lasciare in sospeso la situazione, mettendo così a disposizione dei dipendenti ciò che sarebbe regolarmente loro spettato».

Anche le istituzioni sono intervenute sulla vicenda, per Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto «c’è da tenere un tono dimesso per la situazione e al tempo stesso esprimere gratitudine per chi si è fatto carico del problema con tempi di reazione immediati, anche se c’è da tenere in considerazione una soluzione definitiva da trovare quanto prima, visto che gli ammortizzatori sociali subiranno delle modifiche nel 2013». Anche Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, crede che sia «opportuno uno spirito di prospettiva già a partire dal prossimo anno, perché occorre voltare pagina e serve un chiarimento doveroso, da parte della proprietà, sotto il profilo del piano industriale».

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