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Sanità: Massa Marittima dice no ai tagli e chiede un incontro con la Regione

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MASSA MARITTIMA – Si è discusso del presidio ospedaliero e della sanità territoriale sulla base delle misure per il contenimento della spesa previste dalla finanziaria regionale 2013, nell’ultimo Consiglio Comunale a Massa Marittima. Nel triennio 2012 – 2014 la programmazione finanziaria dello Stato tra leggi finanziarie e cosiddetta spending review, prevede infatti tagli alla spesa sulla sanità pari a 21.746milioni di euro, ai quali dovranno aggiungersi ulteriori 1.000milioni di euro che interesseranno la spesa farmaceutica, il personale, l’introduzione di nuovi ticket e la riduzione di posti letto ospedalieri. È così emersa la preoccupazione dell’Amministrazione Comunale e di tutto il Consiglio in merito alle conseguenze di tali operazioni. Proprio in quest’ottica maggioranza e opposizione hanno predisposto un documento indirizzato a tutti i livelli degli enti locali ed in particolare alla Regione Toscana, per chiedere la riapertura di tavoli di confronto serrati sulla pianificazione dell’offerta territoriale sanitaria e socio-sanitaria e le prospettive future delle Colline Metallifere, il cui presidio ospedaliero è rappresentato dalla struttura ospedaliera Sant’Andrea di Massa Marittima.

«Il nostro punto fermo – ha introdotto il sindaco Lidia Bai all’inizio del Consiglio – è il Patto Territoriale firmato nel 2007 e perfezionato nel 2009 da Regione Toscana, Azienda USL 9, Articolazione Zonale, Società della Salute Colline Metallifere, Comunità Montana e UNCEM. Ciò che ci rassicura è che gran parte degli impegni presi da quel documento sono stati realizzati. Si è trattato di investimenti pari a 15milioni di Euro per la sistemazione e riqualificazione organizzativa della struttura, per la realizzazione di nuove sale operatorie e reparti, della piazzola dell’elisoccorso, del parcheggio, per l’acquisto di attrezzature all’avanguardia e così via. Ciò che ci preoccupa sono invece i provvedimenti di contenimento della spesa in questo settore. Vogliamo concertare le riduzioni imposte, potremmo iniziare a contenere la spesa partendo proprio dai dirigenti».

D’accordo la minoranza ed il presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani presente alla seduta che ha esortato la Regione a ribadire il principio già stabilito per cui «i servizi ospedalieri e socio sanitari non subiranno nessuna involuzione di livello sia quantitativa che qualitativa», predisponendo il Piano Integrato di salute di cui si parla da molto, uno strumento concreto di programmazione quinquennale. Il presidente della Società della Salute ed assessore del Comune di Massa Marittima Luciano Fedeli ha aggiunto: «l’Italia risulta tra le nazioni che spendono di meno a livello europeo, in proporzione al proprio Pil, in pensioni, sanità, sussidi di disoccupazione e aiuti alle famiglie; la spesa per la sanità qui si attesta a poco più di 1.900 Euro ad abitante e si calcolano con 3,7 posti letto ogni mille abitanti, contro una media europea di 5,6 posti letto su 1.000 cittadini. Per il 2013 inoltre sono previsti per la Toscana: minori trasferimenti per la sanità per un importo di circa 500milioni di Euro, una riduzione dei posti letto di quasi 2.000 unità; una compartecipazione ridotta dall’introduzione di ticket su base ISEE.»

Fedeli conclude chiedendo un incontro pubblico aperto a tutti e con la presenza del direttore generale dell’azienda Usl 9 di Grosseto e dell’assessore alla sanità della Regione Toscana.

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Commenti

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  1. Scritto da adriano benelli

    Bisogna anche far notare che Massa Marittima ha già pagato abbastanza, anzi forse più di quanto meritava, negli anni passati per riduzione di posti letto, chiusura di reparti e di servizi, riduzione di personale sanitario e quindi ora non dovrebbe essere posta tra le strutture da sottoporre a nuove ed ulteriori riduzioni. Bisogna poi far rimarcare che compito dei Sindaci è quello di guardare la sanità dalla parte dei cittadini utenti e non dalla parte degli amministratori delle ASL.
    Fra l’altro riduzioni le riduzioni di spesa sanitaria guardano solo alla parte ospedaliera, mai a quella territoriale ed amministrativa: per esempio è singolare e discutibile che fra tanti accentramenti (Area E vasta, centri di spesa ecc..) non si sia pensato all’accorpamneto delle ASL ; 3 ASL corrispondenti alle 3 aree vaste potrebbero benissimo portare a notevoli risparmi di Direttori e Staff. E ricordare che dopo la 833 sottoposta a tante “riforme” (ossia sempre tagli) perchè non si poteva dare tutto a tutti, la spesa è sempre aumentata e quello che veniva offerto (medicina generale, farmaci, ricoveri ospedalieri ect.)sempre diminuito.