Africa Eco Race 2013: Stefano Turchi pronto per la grande avventura

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di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Tutto ormai è pronto, mancano solo da accendere i motori, poi la grande avventura potrà partire. Il grossetano Stefano Turchi si è preparato nei minimi dettagli per la “Africa Eco Race 2013”, una corsa che per difficoltà e fascino ricorda la tanto mitica “Parigi-Dakar”. Turchi sarà impegnato dal 28 dicembre al 9 gennaio, in sella alla sua moto KTM 690 Rally per un totale di 11 tappe da Saint-Cyprien, in Francia, fino a Dakar, in Senegal, passando per il Marocco e per la durissima Mauritania. Saranno 5800 chilometri di spettacolo, di sofferenza, di adrenalina, cercando di evitare imprevisti e contrattempi di una corsa massacrante. Cuore e passione, sono gli ingredienti principali che il centauro grossetano dovrà mettere in pista: «mi sono preparato al meglio per questa corsa – spiega Stefano Turchi -, i professionisti per contratto partecipano alla “Parigi-Dakar” che ha mantenuto la denominazione, ma si svolge in Sudamerica. Questa volta quindi, avrò anche la pressione della classifica, perché è una gara alla mia portata e posso far bene».

Circa 40 le moto ai nastri di partenza, per Stefano Turchi, dopo il 3° posto nel Campionato del Mondo Rally Raid TT del 2011, si tratta della prima esperienza su un tracciato così duro e impegnativo, al punto che nella sua preparazione ha curato vari aspetti. Da quello alimentare, con l’utilizzo di integratori, a quello fisico, con tanta palestra, piscina e bicicletta, fino ad arrivare a quello meccanico, con una sorta di messa a punto avvenuta sulle sabbie della Tunisia. A 50 anni però, Turchi sente di aver raggiunto quella maturità necessaria per gestire una maratona motociclistica di questa portata. «L’età anagrafica la valuto come aspetto positivo – osserva il centauro maremmano -, alla classifica nessuno pensa, poi quando inizia la gara son tutti lì a guardarla. Se riesco a controllarmi posso far bene, non dico vincere, ma sicuramente fare qualcosa di importante. E’ una gara ricca d’imprevisti, occorre gestirsi senza esagerare, soprattutto nelle prime tappe».

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