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Avvisi di garanzia a Follonica. Sulla giunta piovono critiche dal MareSì: «La legalità è forse una chimera?»

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FOLLONICA – La cooperativa MareSì all’attacco della giunta Baldi dopo i 61 avvisi di garanzia che hanno interessato più di 30 amministratori di Follonica.

«L’ultimo cataclisma giudiziario che si è abbattuto sulla politica follonichese – afferma il presidente della cooperativa MareSi Ottavio Verdi – ci lascia ancora più amareggiati. Soprattutto alla luce delle accuse di abuso d’ufficio in concorso e lottizzazione abusiva cartolare, formalizzate dalla Procura a conclusione delle indagini. Viene da chiedersi se la tanto decantata trasparenza e legalità sventolata dal sindaco Eleonora Baldi durante tutta l’aspra battaglia legale che ha caratterizzato la vicenda del villaggio turistico di Pratoranieri non fosse soltanto una chimera, un modesto tentativo di rifare il look a un’amministrazione in crisi».

Dal MareSì viene criticato l’atteggiamento della giunta che aveva contestato proprio la «lottizzazione abusiva cartolare» al villaggio turistico.

«Adesso – afferma Ottavio Verdi – proprio per lo stesso reato che ci veniva contestato dal Comune, rischiano il rinvio a giudizio decine di amministratori pubblici coinvolti nella vicenda dell’ippodromo. Ora più che mai, ci domandiamo se era veramente necessario mettere alla gogna MareSì per due anni; periodo in cui il villaggio è rimasto chiuso e i numerosi dipendenti della struttura sono stati costretti a cercare una nuova occupazione, impresa non semplice vista la difficile congiuntura economica nazionale».

«A noi ci sono voluti due anni – continua Verdi – per ottenere la revoca dell’ordinanza 113.Abbiamo modificato lo Statuto e atteso i comodi del Comune che soltanto con l’estate ormai alle spalle ha provveduto alla revoca dell’ordinanza, che peraltro fece saltare un cospicuo finanziamento già ottenuto e necessario per effettuare quei lavori di manutenzione straordinaria indispensabili dopo un decennio di fallimentare gestione esterna. C’è voluto l’intervento dell’Alleanza delle Cooperative e successivamente quello del Governatore della Toscana Enrico Rossi, perché la Baldi smorzasse i toni e si decidesse a eliminare quei vincoli che ci hanno impedito di riaprire».

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