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La Regione trasforma in Ente l’azienda agricola regionale di Alberese

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FIRENZE – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge che trasforma l’Azienda agricola di Alberese nell’ente Terre regionali toscane. «Si tratta di un testo veramente innovativo e mi auguro che le aspettative siano rispettate in fase di attuazione», ha detto il presidente della commissione Agricoltura, Loris Rossetti (Pd), illustrando il testo all’aula. In nome di una “gestione ottimale” del patrimonio agricolo forestale pubblico, ha spiegato Rossetti, la legge fissa l’obiettivo di una «strategia unitaria su tutto il territorio regionale». Terre regionali toscane ha dunque il compito di programmare l’attività per rendere produttivo il patrimonio delle disciolte aziende agricole e dei terreni della Regione. Di qui l’istituzione della ‘Banca della terra’, ente regionale che comprende anche l’inventario di terreni e aziende agricole di proprietà pubblica e privata disponibili per il mercato. Pronti cioè a essere utilizzati in operazioni di compravendita, affitto o concessione.

Tra i fini indicati in legge il rafforzamento delle opportunità di reddito delle aree rurali, anche per la salvaguardia e la tutela contro il dissesto idrogeologico e le calamità naturali. Secondo Rossetti, la legge «intende garantire un ricambio generazionale, attirando i giovani a diventare imprenditori agricoli». Inoltre, la legge punta alla tutela delle biodiversità e dell’ambiente.

A proposito di tutela ambientale, un punto non estraneo a questa finalità è la previsione di un utilizzo dei terreni agricoli incolti, che saranno concessi ai privati dietro pagamento di un canone. I terreni incolti saranno resi disponibili con specifiche modalità previste in legge, quando la messa a regime costituisca necessità per la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio. Saranno i Comuni – o Unioni di Comuni o Province – a censire i terreni abbandonati o incolti. «E’ un aspetto importante e delicato – ha spiegato ancora Rossetti – che investe la sicurezza del territorio, perché la cattiva gestione, l’incuria e la mancata manutenzione aggravano i problemi che si ripetono ad ogni pioggia».

Le nuove norme hanno importanti ricadute sulla legge forestale della Toscana, che modificano in varie parti, e anche sulle disposizioni per la tenuta di San Rossore e per il funzionamento del comitato di presidenza. Il vicepresidente della commissione Agricoltura, Claudio Marignani (Pdl) ha definito “molto positivo” l’impegno a «migliorare la redditività del patrimonio agroforestale pubblico» e l’impegno a «favorire l’ingresso di giovani nel settore agricolo». Giudizio positivo sul lavoro svolto in Commissione anche da parte di Antonio Gambetta Vianna (capogruppo Più Toscana) che ha sottolineato l’importanza “di favorire l’impiego dei giovani in agricoltura e l’idea di recuperare i terreni incolti”.

«La trasformazione dell’azienda di Alberese era auspicata da tempo – ha affermato Lucia Matergi (Pd) -, per meglio potenziare il suo valore pubblico». Matergi ha giudicato importante anche «la messa in rete di Alberese con i parchi naturali». Marta Gazzarri (capogruppo Idv) ha definito «una novità molto importante la Banca della Terra». Monica Sgherri (capogruppo FdS-Verdi) si è detta «rammaricata per il fatto che la legge non abbia seguito un iter ordinario».

In conclusione del dibattito l’assessore all’Agricoltura Gianni Salvadori ha sottolineato «il risultato importante ottenuto con il contributo di tutti» e ha dichiarato che la nuova normativa «non è una legge manifesto, bensì una grande opportunità per il mondo agricolo toscano», perché permetterà di recuperare centinaia di migliaia di ettari «abbandonati negli ultimi 28 anni». Salvadori ha concluso affermando che l’accesso alla terra «in via prioritaria garantito ai giovani, sarà consentito anche agli altri cittadini a partire dai lavoratori disoccupati».

 

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