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Un Consorzio per la Doc Maremma: la proposta di Confagricoltura per affrontare il mercato internazionale

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Per essere competitivi serve un Consorzio di tutela che riunisca i vini della Doc Maremma. È questo quanto emerso durante il convegno che Confagricoltura ha dedicato ai produttori vitivinicoli maremmani. Al convegno hanno partecipato alcuni dei più grossi produttori di vini della provincia, dalle cantine del Morellino ad Antinori, da Frescobaldi a Terenzi che ha di recente ricevuto i tre bicchieri dalla guida Gambero Rosso riportando il Morellino ai vertici dell’enologia nazionale.

Due i momenti in cui è stato diviso il convegno, il primo, più tecnico, sugli adempimenti da portare a termine entro giugno per ricalibrare i vigneti per essere in regola con le nuove normative, e il secondo sulla costituzione di un Consorzio per la tutela della neonata Doc Maremma.

Una delle soluzioni, considerando che quello vitivinicolo è un settore estremamente individualista, potrebbe essere appunto quella di un Consorzio di secondo livello, che possa raggruppare mantenendo intatte le singole individualità ma consenta comunque di intercettare i finanziamenti anche a livello europeo e diventare competitivi anche sul piano internazionale. Una cosa che, a sentire Antonfracesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura, dovrà essere fatta nel giro di due o tre anni al massimo. Durante il convegno si è anche deciso di elaborare, al riguardo, un documento da proporre alle istituzioni.

«Credo che, purché non diventi l’ennesimo carrozzone – ha detto Vivarelli – un Consorzio di secondo livello che raggruppi tutte le Doc della Maremma possa essere la soluzione per garantire che non vengano dispersi i fondi disponibili e migliorare anche le strategie di marketing»

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