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Protesta degli insegnanti che tagliano le attività extrascolastiche

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ROCCASTRADA – A Roccastrada la protesta contro i tagli all’istruzione è già partita: gli insegnanti della scuola media hanno infatti deciso di sospendere tutte le attività extracurricolari e i genitori sono d’accordo con loro. È quanto è stato deciso in una riunione che si è tenuta ieri pomeriggio tra corpo docente e famiglie degli alunni. Nei prossimi mesi gli studenti che frequentano l’istituto di Roccastrada non potranno usufruire di alcuni servizi che finora gli insegnati hanno garantito, oltre le 18 ore di insegnamento previste dai loro contratti. Per la precisione non saranno consegnati “pagellini” con l’andamento scolastico dei ragazzi, ma i genitori verranno comunque puntualmente informati; non saranno promossi progetti aggiuntivi, ma saranno garantiti esclusivamente momenti di recupero e potenziamento durante le ore curricolari; non si terranno gite di istruzioni, tornei sportivi interni, ma solo la partecipazione ai giochi studenteschi promossi dal Coni, non saranno adottati nuovi libri testo, né saranno effettuate le ore di supplenza.

Nel documento consegnato alle famiglie, i docenti rivendicano un contratto che renda visibile il loro lavoro, che non si limita solo alle ore di insegnamento in classe, e reclamano una scuola che sia efficiente, formativa ed aperta tutti. La loro protesta, che si concretizza in azioni che non vogliono comunque danneggiare il normale svolgimento dell’attività didattica, è riconosciuta e sostenuta dai genitori degli alunni che, pur consapevoli del disagio che questo arrecherà ai propri figli e alle stesse famiglie, non possono fare a meno di schierarsi al fianco degli insegnanti per chiedere nuovi investimenti nell’istruzione, bene indispensabile per la crescita personale e del Paese. Negli ultimi anni, infatti, la scuola pubblica ha subito una politica che ha reso sempre più difficoltoso il reperimento delle risorse fondamentali per il suo funzionamento. In particolare, sottolineano gli insegnanti di Roccastrada: «i tagli alle risorse economiche non rendono possibile il reperimento di materiale per l’attività didattica, i contratti del personale sono bloccati dal 1999, così come gli scatti di anzianità e il reclutamento di nuovi dipendenti, si assiste a tentativi di privatizzazione delle scuola pubblica sempre più evidenti».

 

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