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Violenza sulle donne: a Grosseto due casi al giorno, in estate il picco massimo

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Due casi al giorno. Sono questi i dati, drammatici, con cui si trovano a confrontarsi i membri della task force antiviolenza che coinvolge, Asl 9, Polizia, carabinieri, Procura, ma anche insegnanti, assistenti sociali, farmacisti, tutte quelle “sentinelle” che, in caso di violenza su donne, ma anche bambini, anziani, disabili o minoranze in genere, possono attivare un percorso preferenziale di tutela per la persona maltrattata. I dati del 2012, aggiornati al mese di novembre, confermano la tendenza dello scorso anno, quando sono state 503 le vittime prese in carico dalla task force, il 63% in più rispetto al 2010, primo anno di attività del gruppo antiviolenza, che registro 309 casi. «Questo non significa che in un anno siano raddoppiate le persone maltrattate – ha affermato Vittoria Doretti, ideatrice della task force – ma che è aumentata la sensisbilità degli operatori nel riconoscere le vittime»

L’occasione per ribadire l’importanza di questo progetto, che sta facendo proseliti in tutta Italia e anche all’estero, è stata data dall’ultima fase del corso di formazione che si è tenuto in Questura (nella foto da sinistra: Stefania Pierazzi vicedirigente Polizia postale Toscana, Fabio Del Sette comandante Norm Carabinieri, Mascia Mazzantini dirigente Ufficio Volanti, Michele Laratta Questore di Grosseto, Vittoria Doretti Responsabile Task force, Danilo Zuccherelli Direttore sanitario Asl 9). Il corso ha affrontati tre temi molto delicati: “lo stalking: la violenza negli atti persecutori”, “la violenza e la catena di custodia del reperto in caso di abuso sessuale”, “Approfondimento congiunto sulla pedopornografia on line”. Il Codice Rosa, nato nel 2010 a Grosseto, si è poi esteso a gran parte della Toscana, e ad altre regioni, quali la Sicilia, la Puglia, la Calabria, il Veneto e il Lazio. Oggi un membro della task force si trova a Tirana per illustrare le tecniche di lavoro della squadra antiviolenza, mentre tra due giorni, a Bologna, Vittoria Doretti sarà premiata dal Ministero dell’Interno durante il convegno organizzato dall’Istituto Europeo Pegaso Onlus.

«La finalità di questo progetto di formazione congiunta – afferma il Questore di Grosseto, Michele Laratta – è quella di uniformare le conoscenze e le procedure operative da parte di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della vittima, sia da un punto di vista dell’approccio, sia da una punto di vista della raccolta delle prove e della loro repertazione» «L’Arma dei Carabinieri – ha detto Fabio Del Sette, comandante del Norm di Grosseto – ha collaborato a questo protocollo da subito. Il protocollo funziona e va avanti, anche per quanto riguarda il delicato tema della violenza sui bambini»

Vittoria Doretti ha poi ribadito l’importanza della squadra, «Nessuno ha più detto “questo non è di mia competenza”. Quello che serve per essere membri della task force – ha sottolineato – è professionalità, testa e cuore.» ricordando come il codice rosa non prenda in carico solo le donne maltrattate, ma i bambini, gli immigrati, gli omosessuali, i disabili e gli anziani: «Abbiamo numeri pesantissimi per quanto riguarda la violenza sugli ultra 65enni – rivela Doretti – numeri impensabili, anche perché questo è un fenomeno che prima d’ora non era mai stato scandagliato» Oltre ai casi di violenza conclamata la squadra fa tutta una opera di consulenza e prevenzione: sono quattro i telefoni a cui si può chiedere aiuto, un modo per intercettare prima che degenerino alcune situazioni a rischio. Mille le persone formate sino ad ora, un modo per creare una vera e propria rete più sensibile ad eventuali situazioni border line. Allo studio anche un altro fenomeno che si è constatato in questi tre anni di attività: il fatto che, in primavera ed estate gli atti di violenza abbiano in genere dei picchi.

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