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L’azienda di Alberese si trasforma in ente. I terreni incolti andranno in affitto o venduti

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FIRENZE – La commissione agricoltura guidata da Loris Rossetti (Pd), vice presidente Claudio Marignani (Pdl), ha licenziato all’unanimità la legge che trasforma l’Azienda agricola di Alberese nell’ente Terre regionali toscane. «Si tratta di un testo veramente innovativo e mi auguro che le aspettative siano rispettate in fase di attuazione», ha dichiarato Rossetti, presente anche l’assessore Gianni Salvadori, intervenuto in commissione.

In nome di una “gestione ottimale” del patrimonio agricolo forestale pubblico la legge fissa l’obiettivo di una “strategia unitaria su tutto il territorio regionale”. Terre regionali toscane ha dunque il compito di programmare l’attività per rendere produttivo il patrimonio delle disciolte aziende agricole e dei terreni della Regione. Di qui l’istituzione della ‘Banca della terra’, ente regionale che comprende anche l’inventario di terreni e aziende agricole di proprietà pubblica e privata disponibili per il mercato. Pronti cioè a essere utilizzati in operazioni di compravendita, affitto o concessione.

Tra i fini indicati in legge il rafforzamento delle opportunità di reddito delle aree rurali, anche per la salvaguardia e la tutela contro il dissesto idrogeologico e le calamità naturali. Un punto non estraneo alla previsione di un utilizzo “virtuoso” – concessione a privati dietro pagamento di un canone – dei terreni agricoli incolti. Per essi si prevede che siano resi disponibili con specifiche modalità previste in legge, quando la messa a regime costituisca necessità per la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio. Si tratta in sostanza di quanto disposto in un emendamento dello stesso presidente Rossetti e approvato a maggioranza (astenuto Roberto Benedetti, Pdl): si prevede che i Comuni – o Unioni di Comuni o Province – censiscano i terreni abbandonati o incolti, definiti tali in base a criteri stabiliti nella legge. «È un aspetto importante e delicato – ha spiegato Rossetti – che investe la sicurezza del territorio; la cattiva gestione, l’incuria e la mancata manutenzione aggravano i problemi che si ripetono ad ogni pioggia». Benedetti ha motivato l’astensione «Non certo per le motivazioni della norma, che condivido», quanto per «criticità che sono emerse» anche durante la discussione in commissione. «Ho il dubbio – ha concluso – che possano nascere molti contenziosi».

Le nuove norme hanno importanti ricadute sulla legge forestale della Toscana, che modificano in varie parti, e anche sulle disposizioni per la tenuta di San Rossore e per il funzionamento del comitato di presidenza. Sul punto è stato votato all’unanimità un emendamento di Pier Paolo Tognocchi (Pd), in base al quale le funzioni riferite alla gestione della tenuta sono delegate al Parco, con opportune modalità di collaborazione con l’ente Terre regionali toscane.

 

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