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Dimensionamento scolastico: tutto invariato, respinta la mozione del MoVimento 5 Stelle

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – E’ ancora una volta il dimensionamento scolastico a “scaldare” il Consiglio Comunale di Grosseto. La mozione presentata dal MoVimento 5 Stelle, riguardante i comprensivi, le autonomie e i circoli didattici, viene respinta con 20 voti contrari sui 29 votanti. Non mancano però le polemiche, innescate in relazione al metodo di comunicazione e dalla scelta finale effettuata dall’Amministrazione. La vicenda, infatti, è ormai nota: dopo mesi di riunioni da parte della III commissione, è stato deciso di ritornare al punto di partenza, con una scarsa condivisione delle scelte. Un resoconto dettagliato sull’iter della procedura è stato fornito dal presidente della III commissione Francesco Giorgi: «quello svolto è stato lavoro complesso è faticoso, non è semplice coniugare le esigenze di tutti i comprensivi. E’ vero, torniamo alla soluzione iniziale, ma questa decisione è stata presa anche perché il provveditore agli studi Amato, ha precisato che le soluzioni alternative non garantivano i posti di lavoro».

Dure le repliche da parte di Francesco Gori del MoVimento 5 Stelle: «sono disgustato, al punto che intervenire sull’argomento è imbarazzante. La mozione proposta oggi è l’ultima possibilità per cambiare qualcosa, altrimenti 4 mesi di lavoro in commissione verranno buttati al vento. E’ evidente che la scelta è solo politica, quindi il dibattito è inutile, anche di fronte al buon senso, dato che la scelta iniziale era stata ritenuta la peggiore».

Per Giacomo Cerboni del Pdl c’è stata una «dignità mancata nei confronti di tutto il Consiglio Comunale e una perdita di tempo attuata dalla commissioni». Anche Riccardo Megale della Lista Lolini non va tanto per il sottile: «tutto era iniziato con una conclusione, il vecchio piano di dimensionamento scolastico era fallimentare. Dopo mesi di lavoro alla ricerca di alternative è stata ripresa la soluzione peggiore, senza condividere le scelte. Il percorso è democratico se condiviso dall’inizio alla fine, siamo partiti in 100 e siete arrivati in 4». Critico pure Pierfrancesco Angelini del Pdl: «la commissione non è della maggioranza, ma è di tutti, altrimenti siamo in dittatura. Queste scelte hanno fatto venir meno il principio base della democrazia. Quanto all’assessore Ceccarelli mi domando se abbia una sfortuna incredibile, o se tutti ce l’abbiano con lui. Non possiamo lavorare sul nulla perché voi della maggioranza non trovate la quadra». Sulla stessa linea di pensiero Cristina Citerni di Sel: «i cambiamenti creano disagi perché attivano la burocrazia, qua non c’è stata la volontà di intraprendere un percorso che era stato condiviso. Ora non prendeteci in giro dicendo che tutto il lavoro svolto non andrà comunque sprecato».

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