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Alluvione, Marras e Lamioni scrivono ai politici maremmani per ottenere risorse dal Governo

GROSSETO – Mettere in campo una mobilitazione di tutti i livelli istituzionali per ottenere dal Governo risorse aggiuntive rispetto a quelle per il ripristino delle opere pubbliche, da destinare a cittadini e imprese che hanno subito danni con l’alluvione dello scorso novembre. Con questo obiettivo, il presidente della Provincia Leonardo Marras e della Camera di commercio Gianni Lamioni hanno chiesto un incontro per venerdì 21 dicembre a tutti i politici maremmani che hanno ruoli nelle istituzioni, insieme ai rappresentanti di Associazioni di categoria, Sindacati e Cooperative.

La lettera è stata inviata a Luca Sani, Monica Faenzi, Franco Mugnai, Annarita Bramerini, Salvatore Allocca, Lucia Matergi, Alessandro Antichi e Andrea Agresti.

«Provincia e categorie economiche – scrivono Marras e Lamioni, nella loro lettera – hanno condiviso un documento che contiene richieste di interventi per fa fronte alle esigenze reali delle imprese, per favorirne la ripresa produttiva». A questo sono poi seguite diverse iniziative a livello parlamentare e locale che hanno riguardato «contribuzioni pubbliche alla ricostruzione, a partire dall’impegno diretto e immediato della Regione Toscana, dei Comuni e delle Commissioni bilancio e agricoltura delle due Camere, tutte meritevoli di grande apprezzamento. Ad oggi, però, non abbiamo ancora la certezza che questi fondi siano destinabili ai privati e alle imprese colpite dall’alluvione, e nessuna iniziativa sembra avere preso corpo sul piano fiscale e tributario».

Per questi motivi – si rivolgono ai politici i presidenti Marras e Lamioni nella loro lettera – nello spirito di unire le forze per stare al fianco di cittadini e imprese, che ci appelliamo a tutti voi. Con l’obiettivo di ricondurre ad unitarietà le diverse iniziative in campo e creare le condizioni per ottenere risultati che tutti ci aspettiamo».

Gli obiettivi, in particolare, riguardano «il riconoscimento dello stato di calamità (deliberato ieri sera dal Cdm), la sospensione delle scadenze fiscali, contributive e degli studi di settore. Non meno importante – si conclude la nota – sarà chiedere al Governo che gli interventi pubblici a favore degli alluvionati no vengano contabilizzati nel Patto di stabilità interno».

 

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