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Sciopero dei benzinai due giorni di stop: lunghe file per i rifornimenti in città foto

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di Barbara Farnetani

GROSSETO – Si sono messi in fila di buon’ora, pazientemente, attendendo il proprio turno di fare il pieno. Da quando è stato confermato lo sciopero di due giorni dei benzinai gli automobilisti si sono messi in coda per riempire il serbatoio in vista della lunga serrata. Anche a Grosseto i distributori sono stati presi d’assalto.

Lo stop è stato dettato dal mancato accordo tra gestori e compagnie: dalle 19 di questa sera dunque pompe a secco sino alle 7 di venerdi 14 dicembre. Sulle autostrade invece la chiusura è posticipata alle 22 di questa sera, mentre la riapertura sarà anticipata alle 22 di giovedi. Il periodo scelto, nel periodo pre-natalizio, non è dei migliori per automobilisti e consumatori. Sul piatto, secondo quanto lamentato dai gestori, alcune inadempienze delle compagnie petrolifere per quanto riguarda i rinnovi contrattuali o l’utilizzo delle carte di credito, sino agli oneri a carico dei distributori.

Di altro avviso le compagnie, che parlano di “richieste pretestuose” in un mercato in forte contrazione. A scatenare di fatto lo sciopero la condizione posta dai gestori del pagamento da parte delle compagnie di 2 centesimi a gestore come acconto sulla futura contrattazione. Richiesta che però non è stata accolta. Ma la protesta delle oltre 24 mila imprese di gestione (che, ricordano gli stessi, danno lavoro a circa 120 mila persone), non finisce qui: i rifornimenti potrebbero essere a rischio anche nella settimana prima di Natale «a causa del preannunciato rifiuto di molte compagnie petrolifere di rifornire gli impianti, in vista del cosiddetto “no rid day”, vale a dire del rifiuto dei gestori di pagare una fornitura di carburante tra i giorni 17 e 22 dicembre prossimi, per protestare contro il rifiuto delle compagnie stesse a rinnovare i contratti collettivi scaduti da anni».

Inoltre, tra Natale e Capodanno, per gli automobilisti non sarà possibile pagare il pieno attraverso le carte di credito ed il pago bancomat, «per protesta contro il rifiuto delle banche ad applicare la norma di legge che prevede la gratuità dell’utilizzo della moneta elettronica, sia per i gestori che per i consumatori, per il pagamento dei rifornimenti fino a 100 euro»

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