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Le dimissioni di Monti salveranno le province e Grosseto, capitale di Maremma. Forse.

di Daniele Reali

GROSSETO – Legislatura agli sgoccioli. Con le dimissioni sostanziali di Mario Monti da presidente del coniglio e con la fine della sua esperienza di governo si spalancano le porte alle elezioni anticipate tra febbraio e marzo.

E in attesa della data delle urne e dei riflessi che da domani si vedranno sui mercati internazionali, giornalisti parlamentari ed esperti dei lavori delle due camere hanno già fatto l’elenco di tutti i provvedimenti a rischio. Decreti da convertire che moriranno prima di nascere.

Tra questi, come avevamo messo in evidenza qualche giorno anche noi sulle pagine de IlGiunco.net, c’è la famigerata riforma della province. Il progetto di riordino voluto proprio dall’esecutivo del professore è in discussione al Senato in commissione Affari Costituzionali. Le ultime notizie e sopratutto le modifiche apportate al testo originale con gli emendamenti presentati un po’ da tutti i gruppi parlamentari hanno “stravolto” la riforma e l’hanno cambiata profondamente e a rimetterci, tra tanti, c’è anche la Maremma. Con questa nuova impostazione infatti Grosseto dovrebbe infatti arrendersi a Siena e cedere il ruolo di capoluogo della nuova provincia alla città del Palio.

Una “Caporetto” insomma, su tutti i fronti: provincia depotenziata di funzioni, con minori risorse a disposizione, personale a rischio e con il capoluogo lontano, appannaggio dello storico rivale di campanile, Siena. Un incubo per i maremmani, un incubo che però al risveglio del mattino potrebbe scomparire. Le improvvise dimissioni di Monti infatti portano dritte alla elezioni e provocano un profondo cambiamento di calendario dei lavori parlamentari di qui all’appuntamento con il voto. Di sicuro sarà approvata soltanto la Legge di Stabilità. “Tutto il resto è noia” citando Franco Califano. Per questo anche la riforma delle province potrebbe finire nel dimenticatoio parlamentare e dopo un anno di discorsi, preoccupazioni, anatemi e rivolte di campanile tutto potrebbe finire in un nulla di fatto all’italiana con Grosseto che rimarrà capitale di Maremma.

Commenti

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  1. Scritto da gianni

    e cosa voleva fare Grosseto…. i furbi hanno le gambe corte. meno male che è saltata altrimenti non restava nemmeno il capoluogo della Maremma. E’ tutta demagogia dei piccolissimi politcanti locali pensare ad un confronto con Siena. Era logico che alla fine in parlamento il capoluogo sarebbe tornato dove sta la sua sede naturale.

    Faccio anche notare che dopo 10 minuti dalla mancata conversione è arrivata la notizia che anche la sede del nuovo gestore dei rifiuti della Toscana sud, Grosseto inclusa, sarà a Siena. Che si aggiunge alla sanità, al gas e diverse altre aree vaste.

    CI volevamo spaccare la testa? Siena città internazionale, Grosseto centro agricolo e balneare di attrattività locale. E’ una vergogna che si sia cavalcata l’ipotesi di grosseto capoluogo a discapito della futura qualità dei servizi, sapendo che in tale ipotesi sarebbe stato un territorio ingovernabile con un vicino di casa molto molto più grande e pesante di grosseto.

    tutto questo per campanilismo