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Via libera all’Agenda Digitale. Per la Cna sarà un’opportunità di crescita

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GROSSETO – Il primo Marzo 2012 il Governo ha istituito l’Agenda Digitale Italiana (ADI). Il decreto legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 Ottobre. I principali interventi sono previsti nei settori: identità digitale, pubblica amministrazione digitale, Open Data, istruzione digitale, sanità digitale, digital divide, pagamenti digitali e giustizia digitale.

«Finalmente anche l’Italia – sottolinea Marco Gasparri Presidente Unione Comunicazione di CNA Grosseto – recepisce i principi dell’Agenda Digitale Europea dotandosi di uno strumento normativo che, se applicato, costituirà una efficace leva per la crescita occupazionale, per la maggiore produttività e competitività, per il risparmio e coesione sociale. Cogliere le opportunità della rivoluzione digitale significa, quindi, essere consapevoli che la valorizzazione e la gestione di questa innovazione non sia un compito che possa essere confinato nell’ambito dell’ICT, ma che debba essere preso in carico “orizzontalmente” da tutti i settori delle istituzioni e delle imprese, sfruttando il potenziale delle ICT per risolvere le sfide sociali emergenti».

Il varo dell’Agenda Digitale Italiana implica l’introduzione di una nutrita serie di provvedimenti molti dei quali già in vigore dal 1 gennaio 2013. Molti di essi sono ancora sconosciuti ai cittadini ed alle imprese nonostante che introducano consistenti modifiche per quello che riguarda telematica e digitalizzazione. Per questo motivo CNA Unione Comunicazione, grazie alla collaborazione tecnica con la società Sysmar, terrà un incontro teso ad approfondire le principali novità: il domicilio digitale del cittadino e obbligo di PEC per le tutte le imprese (anche quelle individuali); l’acquisto di beni e servizi da parte della PA saranno svolte esclusivamente per via telematica; i commercianti e le imprese saranno tenuti ad accettare pagamenti elettronici; gli incentivi all’investimento in start-up innovative (detrazioni annuali sulle somme investite); la trasmissione di documenti dovra’ avvenire obbligatoriamente per via telematica, tra PA e imprese.

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