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Dimensionamento scolastico: il comune rinuncia alle modifiche

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Il comune di Grosseto ha deciso di ritirare la bozza per il piano di dimensionamento scolastico lasciando in vigore il modello attuale. Al momento tutto resterà così com’è» ha affermato il sindaco Emilio Bonifazi. La decisione, che viene dopo una serie di riunioni partecipate e anche piuttosto animate, è stata una sorta di scelta per il male minore. «Anche se il dimensionamento scolastico aveva avuto delle critiche – ha continuato Bonifazi – ci è sembrato il migliore rispetto alle possibili modifiche.» È per questo che il comune ha deciso di lasciare tutto così com’è e di concedersi un monitoraggio di tre anni per vedere come vanno le cose e a quel punto riservarsi la possibilità di metter in atto eventuali cambiamenti. «Quello che è stato fatto in commissione non sarà comunque buttato via, abbiamo voluto mandare un messaggio di democrazia e approfondimento» continua il sindaco, aprendo alle istanze venute da insegnanti dirigenti e genitori.

«Eravamo stretti tra due esigenze – continua Francesco Giorgi, presidente della III commissione scuola – approfondire e al contempo fare più in fretta possibile. Ci avevano detto che il termine ultimo era novembre dicembre perché la legge nazionale aveva previsto di muoversi in questo senso e così aveva fatto la Toscana. Senonché il piano che dovevamo cambiare, come ci ha confermato anche il Provveditore – continua Giorgi – era stato fatto anche per salvaguardare i posti di lavoro e non solo degli insegnanti.»

«Abbiamo chiesto al Provveditore di vagliare il nuovo piano, entrambe le bozze per la verità – prosegue Giorgi -, e per entrambi sono emerse criticità sui posti di lavoro, nell’ordine di una decina per quanto riguarda il personale a.t.a., e anche un vulnus per quanto riguarda il funzionamento degli istituti scolastici proprio a causa di questo venir meno dei custodi. Il quadro alla fine era molto diverso da quello che mi aspettavo, per cui ho portato tutto in maggioranza. Il lavoro fatto non viene buttato via, e un punto di partenza: ora la riforma resta ferma per tre anni poi vedremo, anche forti di questa esperienza. L’optimum sarebbe scendere da sei a cinque istituti comprensivi anche se anche così ci sarebbe il rischio di perdere qualche posto di lavoro» anche per questo tutto è rinviato a fra tre anni, quando, come ricorda il vicepresidente della III commissione Stefano Rosini, sono previsti molti pensionamenti.

«Purtroppo questa è l’eredità che ci ha lasciato la Riforma Gelmini – afferma l’assessore all’istruzione Luca Ceccarelli che continua – i genitori hanno ribadito l’esigenza di essere liberi di mandare i propri figli dove meglio credono, senza essere vincolati dalla verticalizzazioni tra materna elementare e media»

Il sindaco ha poi concluso rassicurando tutti i genitori, ma anche gli insegnati e i dirigenti scolastici che se in futuro ci saranno delle modifiche questo avverrà sempre in un processo condiviso.

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