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Per combattere anoressia e bulimia scendono in campo Asl9, Provincia e associazione Perle Onlus

GROSSETO – “Se ami qualcuno dagli peso”: è questo il payoff della campagna di comunicazione sociale adottata da Provincia di Grosseto, Asl 9 Grosseto e Associazione Perle Onlus per sensibilizzare i cittadini sul tema dei disturbi alimentari (nella foto allegata, da sinistra: Mariella Falsini, presidente dell’ Associazione Perle Onlus, Reana de Simone, presidente della Commissione provinciale per le Pari opportunità,  il Presidente Leonardo Marras, il direttore sanitario Asl 9 Danilo Zuccherelli).

I tre soggetti – su iniziativa della Commissione provinciale per le Pari opportunità – hanno deciso di impegnarsi insieme, in particolare, contro l’anoressia e la bulimia, attraverso azioni di comunicazione multicanale diffuse sull’intero territorio: a partire dalla prossima settimana saranno messi in campo totem, adesivi e fogli informativi dai quali si potranno strappare e portar via numeri di telefono utili per chi ha bisogno di aiuto. Tutti questi strumenti saranno visibili in scuole, farmacie e supermercati della città: al momento hanno aderito all’iniziativa 13 punti commerciali della grande distribuzione (un supermercato Emi, 5 punti vendita Simply, un punto vendita Sma, 3 punti vendita Conad e 3 punti vendita Coop), 6 istituti d’istruzione statale secondaria di primo grado, 5 istituti d’istruzione statale di secondo grado (“Da Vinci”, “Galilei”, “Ungaretti”, “Pascoli”, “Alighieri”, “Vico”, “Leopoldo di Lorena”, “Polo Liceale”, “Liceo Rosmini”, “Manetti-Porciatti”, “Bianciardi”) e 12 farmacie (7 private e 5 comunali).

“La Provincia di Grosseto è impegnata, da tempo, in campagne per sensibilizzare i cittadini su questioni di grande rilevanza sociale – spiega il Presidente Leonardo Marras -. Quella che parte oggi è una vera e propria azione di prevenzione sociale, attraverso una serie d’iniziative di sensibilizzazione, formazione e informazione su tutto il territorio”.

“Credo sia importante, oltre che riconoscere i disturbi alimentari come malattie sociali, puntare sulla prevenzione – commenta Reana de Simone, presidente della Commissione provinciale per le Pari opportunità – perché il primo aiuto alla persona in difficoltà deve arrivare dai contesti a lei più vicini, quello della famiglia, della scuola e degli amici”.

A gennaio, inoltre, la campagna sarà ospitata anche sui cartoni di Latte Maremma.

“Quando tra enti pubblici ed associazioni di cittadini si crea una forte sinergia come in questo caso si possono raggiungere obiettivi importanti – commenta Mariella Falsini, presidente dell’ Associazione Perle Onlus -. Il più importante obiettivo, per noi, oltre a far capire cos’è questa malattia e quali sono le sue gravi conseguenze. Sensibilizzare le persone del nostro territorio è essenziale anche perché possano aiutarci nell’ambizioso progetto per la ristrutturazione di Casa Mora, insieme all’Asl 9 di Grosseto, come centro residenziale di eccellenza contro i disturbi del comportamento alimentare”.

I disturbi alimentari in Italia

Sono la prima causa di morte per malattia delle ragazze tra i 12 e i 25 anni. Le statistiche dicono che almeno il 3 per cento della popolazione soffre di anoressia o bulimia nervosa: oltre 200 mila donne nel nostro Paese sono colpite da questo genere di disturbi. Si tratta di una vera e propria emergenza che va prima di tutto riconosciuta: è importante, quindi, l’attenzione dinanzi a determinati atteggiamenti di una figlia o di un figlio, di un’amica, di un amico o di un semplice conoscente. I comportamenti sono segnali che vanno capiti, sorvegliati, mai sottovalutati.

Chi soffre di anoressia o bulimia ha una visione distorta della propria immagine: i disturbi alimentari si manifestano con un’ossessione per la perfezione che si esprime, talvolta, anche nel campo degli studi e nei rapporti con il gruppo dei coetanei. Un’attenzione preventiva e una comprensione precoce di queste espressioni può essere utile per un intervento tempestivo.

 

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