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Alluvione – Alessandri (Cna): Misure insufficienti «Emergenza passata in secondo piano»

GROSSETO – L’emergenza in Maremma non ha ancora trovato risposte. Dopo il disastro tutto è rimasto inalterato, almeno dal punto di vista delle richieste di aiuto a carattere istituzionale. Inoltre la soglia di attenzione sulle problematiche che stanno affliggendo il territorio, è decisamente scemata, anche in maniera incomprensibile. «Il rischio da evitare è che gli eventi alluvionali che hanno avuto il loro apice tra il 10 e il 12 novembre e che sono ancora in atto, finiscano per essere derubricati a problema prevalentemente locale. L’emergenza della Maremma, infatti, oltre ad essere pressoché scomparsa dai servizi televisivi e dalle pagine nazionali dei quotidiani  registra, anche nell’iniziativa degli attori locali, una preoccupante e inspiegabile frammentazione».

In queste parole in direttore di Cna Grosseto Renzo Alessandri (nella foto), racchiude la sintesi di un processo che dal punto di vista dell’emergenza non sta assolutamente funzionando: «dopo la riunione del 21 novembre scorso, quella che vide tutte le associazioni imprenditoriali e cooperative sottoscrivere insieme alla Provincia ed alla Camera di Commercio una serie di richieste comuni, il “gioco di squadra” si è decisamente appannato. I parlamentari agiscono senza coordinarsi minimamente tra di loro, presentando interpellanze e emendamenti in Commissione agricoltura della Camera, quasi che il problema fosse limitato al settore agricolo, o  appellandosi ai presidenti del Consiglio e addirittura della Repubblica».

«La Regione e molti “palazzi” delle autonomie locali, dopo la richiesta dello stato di calamità, attendono tutto sommato inerti le decisioni del governo nazionale – osserva ancora Alessandri -. Nel frattempo, nessuna delle richieste contenute nel documento suddetto, dalla proclamazione dello stato di calamità alla sospensione delle scadenze fiscali e contributive, dalla deroga al patto di stabilità alla moratoria sugli studi di settore, ha fatto un concreto passo avanti. Anzi, i problemi incontrati dalle imprese (complice l’incertezza legata alle stesse procedure fiscali, come a chi denunciare la distruzione della contabilità e la conseguente perdita dei documenti fiscali e contributivi e con quali modalità) tendono quotidianamente ad aggravarsi».

«Noi stessi, come associazioni di categoria, rischiamo di rimanere vittime di questo schema: ogni settore produttivo fa la conta dei rispettivi danni e propone, in assenza di una regia o almeno di un  coordinamento, il proprio cahier de doléances. E’ un modo di fare sbagliato, un approccio minimalista che non sortirà alcun risultato. Dobbiamo recuperare una iniziativa comune, un’iniziativa che veda istituzioni, sindacati, associazioni, parlamentari, consiglieri e assessori regionali, forze politiche parlare a una sola e unica voce – conclude duramente il direttore di Cna Grosseto -. Al di là delle appartenenze e delle barriere. Le misure annunciate, per quanto importanti, non sono assolutamente sufficienti e Il rischio di un effetto “domino” sulle imprese potrebbe essere già in atto».

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