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Antimafia e lotta alla corruzione: Prefettura e Collegio dei Geometri lanciano l’iniziativa

GROSSETO – E’ in programma martedì 4 dicembre l’iniziativa dal titolo “Appalti pubblici e antimafia”, organizzata in accordo tra la Prefettura e il Collegio dei geometri. «Le buone pratiche in materia di appalti pubblici, necessitano di salvaguardia da più punti di vista – spiega Marco Valentini, il Prefetto di Grosseto -. È argomento che ci interessa molto e come tale stiamo lavorando su due fronti: l’attività investigativa e la filiera amministrativa dei controlli, con specifica competenza sul settore antimafia».

«Fa piacere – dichiara Paola Borracelli, presidente del Collegio provinciale dei geometri – vedere le istituzioni così vicine alle categorie e ai cittadini. Puntiamo a coinvolgere anche i più giovani in questa iniziativa». Per il resto, in provincia di Grosseto sono 208 gli appalti che interessano i lavori pubblici, per un importo totale di 306 milioni di euro. Cifre che costringono a mantenere alta la soglia di attenzione, come nel caso dell’ampliamento della statale Grosseto-Siena. «In questo caso – puntualizza Valentini – l’opera sarà oggetto di un protocollo di legalità ad hoc che verrà stipulato l’11 dicembre».

Al tavolo si accomoderanno i Prefetti di Siena e di Grosseto, oltre ai rappresentanti di Anas e Strabag Spa, la società che si è aggiudicata l’appalto dei lavori. Il protocollo di legalità stabilisce la possibilità di effettuare ulteriori verifiche rispetto a quelle previste dalla legge. Alzare il livello di controllo quindi, appare una priorità che si affianca ad altre misure già in atto. È il caso del decreto anti-corruzione firmato il 13 novembre, con tanto di introduzione di un albo costituito in Prefettura, in cui figura anche una “white list”, ovvero l’elenco delle imprese virtuose sotto il profilo dell’antimafia. Misure che si uniscono al gruppo interforze, già attivo varie volte in Prefettura per affrontare il tema della corruzione nel territorio. «Sposare la tesi della collaborazione nella lotta alla mafia – ha concluso Valentini – non è una iniziativa culturale, bensì qualcosa di concreto».

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