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Vagal, ecco il progetto che ha salvato il maiale macchiaiolo e la pecora amiatina

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GROSSETO – Bioterritorio e germoplasma animale autoctono come elementi di valorizzazione delle aree rurali. E’ questo il titolo del seminario finale del progetto Vagal, che si terrà sabato 24 novembre, alle 9, all’azienda regionale agricola di Alberese, villa Granducale.

Vagal è un progetto transfrontaliero, di cui è capofila la Provincia di Grosseto, che è stato avviato nel 2010 e ha raggiunto adesso la sua fase conclusiva. Coinvolge i territori della Toscana, Sardegna e Corsica, accomunati da un’alta valenza ambientale, dove è presente una forte tradizione dell’allevamento zootecnico e le produzioni raggiungono livelli di eccellenza.

Il progetto Vagal si pone l’obiettivo di recuperare e incentivare l’allevamento, la commercializzazione e il consumo delle razze autoctone, suine, ovine, caprine ed equine, che spesso rischiano l’estinzione, pur  rappresentando una risorsa importante dal punto di vista nutrizionale, per la salvaguardia delle tradizioni e per la promozione turistica delle aree rurali.

Vagal ha contribuito alla salvaguardia di alcune razze animali autoctone della provincia di Grosseto, come il suino macchiaiolo maremmano, la pecora amiatina, la carne bovina di razza maremmana, l’asina dell’Amiata. Nel corso del seminario verranno illustrati gli aspetti più interessanti di questo percorso di valorizzazione delle aree rurali.

Inoltre, alle 13, è in programma la consegna degli attestati Vagal agli allevatori di pecora dell’Amiata e del suino macchiaiolo maremmano; alle 13 e 30, degustazione guidata a cura dell’istituto Leopoldo II di Lorena, in via Meda, a Grosseto.

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