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Emergenza abitativa, se ne occuperà il Coeso e non più il comune

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GROSSETO – La gestione della cosiddetta “emergenza abitativa” passerà definitivamente al Coeso-Società della Salute a partire dal primo gennaio del 2013. A stabilirlo una delibera approvata dalla Giunta comunale. Tale decisione nasce dalla necessità di razionalizzare la capacità di risposta ai cittadini in un ambito particolarmente delicato.

“Il Coeso, infatti, si occupa già dell’integrazione sociosanitaria e di tanti aspetti legati alle politiche di sostegno alle classi socialmente più esposte – ha commentato l’assessore al Welfare, Luca Ceccarelli – e adesso c’è la definitiva presa d’atto che si tratta della realtà più attrezzata ad assumere il coordinamento anche dell’emergenza abitativa, naturalmente secondo le linee guida e le regole stabilite dal Comune”.

Il Coeso applicherà infatti il regolamento comunale esistente e gestirà la relativa graduatoria. Questo percorso va avanti da tempo: sin dal 2007, infatti, un assistente sociale è presente per 18 ore settimanali negli uffici dei Servizi Sociali. Inoltre, dal 2009, il Coeso interviene nell’emergenza abitativa a fronte di particolari criticità e situazioni legate a sfratti e al collocamento temporaneo di nuclei familiari. E ancora dal 2010, il Coeso collabora con il Comune alla gestione del Fondo di Solidarietà e Garanzia per la prevenzione degli sfratti per morosità. “Quest’ultimo passaggio che abbiamo fatto – ha proseguito l’assessore – rappresenta semplicemente la conclusione logica di un percorso per razionalizzare il servizio, garantire una più qualificata assistenza psicologica e sociale ai cittadini in difficoltà e anche per provare a dare una risposta più intercomunale rispetto ad una questione sempre più delicata e diffusa”.

Il servizio di emergenza abitativa consiste nella prima accoglienza, la gestione delle criticità, la ricerca delle sistemazioni a breve e media durata, la gestione dei conflitti e delle convivenze e l’erogazione dei contributi antisfratto e antimorosità; nonché nell’individuazione dei nuclei familiari cui assegnare, a titolo precario e provvisorio, gli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati, appunto, all’emergenza abitativa.

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