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Primarie, Sani contro Renzi: «per governare il Paese non basta il vittimismo professionale»

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GROSSETO – «Il vittimismo professionale è la vera cifra della campagna per le primarie di Matteo Renzi. Ha cominciato lamentandosi perché volevano impedirgli di partecipare alle primarie, poi ha fatto la vittima sulle regole, perché aveva tutti contro, e infine perché le televisioni non gli davano spazio. Oggi evoca lo spettro di brogli elettorali e distribuisce ai propri rappresentanti un vademecum che prevede di fotografare i verbali nei seggi delle primarie». Questo il commento dell’Onorevole Luca Sani (nella foto) che ribatte alle dichiarazioni di Matteo Renzi.

«Onestamente il gioco al rialzo di Renzi è sin troppo spregiudicato, ed è soprattutto offensivo per le decine di migliaia di volontari che in queste settimane si stanno facendo in quattro per consentire lo svolgimento delle primarie – prosegue Sani -. Chi si è reso disponibile per stare al seggio va solo ringraziato, perché sarà quell’impegno a permettere e garantire che le primarie siano una festa di partecipazione democratica. Se Renzi si rendesse conto di questo avrebbe già imparato molto da questa esperienza, perché i toni e le argomentazioni che usa, danno appunto l’idea netta che lui per primo si senta un corpo estraneo al suo partito. Tra l’altro, dovrebbe ricordarsi sempre che il PD ha modificato il proprio statuto per consentirgli di partecipare alle primarie».

«Dobbiamo perciò sperare che almeno nell’ultima settimana prima del voto, Renzi riesca a cambiare registro, abbandonando toni retorici e demagogici, perché i propositi unitari espressi nel confronto televisivo su Sky sono in evidente contraddizione con le intenzioni bellicose distribuite ai suoi sostenitori – conclude Sani-. Che nessuno che ha una cultura politica si sognerebbe mai di definire “scagnozzi”. E’ chiaro comunque che per governare un Paese e per uscire dalla crisi, occorre altro».

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