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Alluvione, Legambiente: stop alle opere pubbliche inutili. 10 miliardi per manutenzione e messa in sicurezza

GROSSETO – Un appello per fermare le grandi opere inutili e reindirizzare quel denaro per la messa in sicurezza del territorio. A lanciarlo è Legambiente, che chiede di investire 10 miliardi di euro da utilizzare per la manutenzione e corretta gestione degli ecosistemi fluviali e ad un’attenta e puntuale pianificazione degli interventi sulla prevenzione della mitigazione del rischio idrogeologico.

«Occorre una svolta decisiva che vada in questa direzione – afferma Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – e anche l’ultima drammatica alluvione che ha colpito la Maremma con danni incalcolabili sia in vite umane che per l’agricoltura, le imprese e le abitazioni duramente provate, dimostra in modo ineludibile che c’è bisogno di un cambio di rotta, dando priorità assoluta alle politiche e agli interventi legati alla prevenzione. La più grande opera pubblica necessaria al paese è, infatti, proprio la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico; su questo non si può infatti risparmiare anche perchè le enormi risorse finanziarie destinate a riparare i disastri sono più ingenti di quelle da destinare alla programmazione, pianificazione e mitigazione del rischio idraulico. I fenomeni estremi, le pioggie di enorme quantità in poco tempo sono destinati ad aumentare e proprio per questo motivo è necessario, dopo aver provveduto all’emergenza che si è abbattuta sulla Maremma prestando aiuto alle popolazioni delle zone duramente colpite, attuare una politica che preveda una pianificazione degli interventi: contenimento, stoccaggio, assorbimento e laminazione delle acque che arrivano improvvise, manutenzione corretta dei corsi d’acqua, canali scolmatori, argini dei fiumi, nonché della rete fognaria, programmazione delle opere di messa in sicurezza del territorio e delle casse di espansione. Tutto questo unito a un monitoraggio continuo e costante e a una inedificabilità delle aree a maggiore rischio idraulico, oltre a quelle alluvionate, e la delocalizzazione delle strutture insediate in aree di fatto indifendibili».

Per questo è fondamentale l’appello che Legambiente ha lanciato e la richiesta al Governo nazionale che interessa anche la Maremma Toscana, sia per quanto riguarda l’immediata emergenza che una strategia che ci permetta di guardare al futuro con maggiore sicurezza rispetto al rischio di nuovi eventi di questa portata devastanti per il nostro territorio e per la nostra economia.

Per aderire all’appello www.legambiente.it/alluvioni-stop-opere-inutili-salvare-il-paese

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