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Alluvione: il mondo produttivo chiede lo stato di calamità e lo stop al pagamento delle tasse

GROSSETO – Si sono incontrati questa mattina presso la Cna per fare il punto sulla situazione dei danni provocati dall’alluvione e delle forze da mettere in campo. Sono le associazioni di categiria e d’impresa della provincia di Grosseto, Associazioni degli artigiani Cna e Confartigianato, Associazioni dei commercianti Confcommercio e Confesercenti, Associazioni degli Agricoltori Cia, Coldiretti e Confagricoltura, Confindustria e Associazione delle Imprese Edili, e le tre principali centrali cooperative Lega, Agci e Unione. Il fine fare sistema in ambito associativo, condividere le iniziative avviate e da intraprendere, pianificare gli interventi a sostegno delle imprese e le popolazioni colpite. Quello che è emerso è stata l’impossibilità per le imprese coinvolte di onorare le prossime scadenze contributive e fiscali.

Le associazioni, assieme alle Centrali cooperative e alla Camera di commercio, chiederanno al Governo la dichiarazione di stato di calamità, la destinazione di risorse adeguate da destinare alla ricostruzione, al ripristino della viabilità e alla ripresa delle attività: agricole, produttive e dei servizi. L’invito alle istituzioni locali in generale e ai comuni più colpiti in particolare è stato quello di sostenere tali richieste, chiedendo la deroga ai vincoli del patto di stabilità.

«Inoltre, ai problemi di mobilità (il territorio della provincia è tutt’ora diviso in due) – affermano le associazioni – si aggiungono ulteriori difficoltà: il rientro nelle azienda (in molti casi ancora irraggiungibili), l’uscita dalle aziende (molti imprenditori sono ancora bloccati all’interno di queste) e la distruzione dei documenti contabili. Un’insieme di fattori che, in moltissimi casi, renderanno impossibile, dopo domani. il pagamento dei contributi e, nelle settimane successive, delle ulteriori scadenze fiscali. Chi non sarà nelle condizioni di pagare, di conseguenza, non potrà farlo. Gli ordini professionali dei dottori e dei ragionieri Commercialisti, peraltro, condividono tale posizione e assumeranno un atteggiamento analogo. L’irrogazione delle sanzioni e l’applicazione degli interessi sarebbe come aggiungere al danno la beffa. Una ulteriore richiesta, quindi, sarà quella di disporre, oltre alla dichiarazione di stato di calamità, un atto di rinvio delle prossime scadenze fiscali e contributive.» Queste decisioni sono poi state portate, questo pomeriggio, all’attenzione del Governatore della Toscana Enrico Rossi.

A tal proposito il presidente di Coldiretti, Francesco Viaggi ha chiesto all’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori «una moratoria fiscale e contributiva, o non ce la facciamo. Lo Stato scelga – conclude il presidente di Coldiretti – o sceglie di mantenere in piedi un sistema diffuso di piccole aziende e cooperative agricole, che sono il motore mobile e le custodi della Maremma, oppure decide di riscuotere, per l’ultima volta, versamenti iva, anticipi irpef, versamenti previdenziali e l’ineffabile imu. Non c’è molto altro da aggiungere e lo diciamo da contadini. Subita l’alluvione se lo stato ci toglie oggi anche le uova, domani non ci saranno più galline».

I rappresentanti del mondo produttivo maremmano si rivolgono anche ai parlamentari espressi dal territorio per sostenere le richieste delle aziende colpite dalle alluvioni. E sul problema interviene il deputato del Pdl Monica Faenzi che afferma: «Per un sostegno alle aziende agricole colpite dall’alluvione, un primo importante segnale della presenza delle Istituzioni dovrebbe essere l’esenzione dal pagamento dell’Imu relativamente ai terreni agricoli e ai fabbricati rurali ad uso strumentale, come Coldiretti chiedeva già da tempo per rilanciare il settore».

«Già più volte avevo presentato emendamenti – prosegue l’Onorevole Faenzi – per richiedere un intervento in questo senso. Sarebbe stato un piccolo intervento per il rilancio di un settore piegato dalla crisi e da molteplici decisioni comunitarie. Ma oggi, è un passo che è obbligatorio fare subito almeno per le aziende delle aree alluvionate, anche solo per dare un segnale di vicinanza a chi ha perso in una sola giornata quanto costruito in una vita, o magari da generazioni di agricoltori.»

Le Associazioni e le Centrali cooperative hanno deciso di spendersi anche sul piano della solidarietà: definendo un primo budget e disponendo l’invio, nelle zone più colpite, delle attrezzature necessarie alla bonifica delle aziende e dei generi di prima necessità.

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