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Riforma Province, Grosseto rischia. Il Pd vuole Siena capoluogo e l’area vasta con Arezzo

SIENA – Il Partito Democratico della città del Palio non ci sta. I democratici vogliono che sia Siena a guidare la provincia del sud, ma non solo. Secondo quanto riportato in un documento dell’Unione Comunale infatti per il Pd la soluzione migliore per il riordino ricalcherebbe la proposta del governatore Enrico Rossi e cioè l’area vasta Grosseto, Siena e Arezzo.

«Dare vita ad un comitato costituito da tutte le istituzioni cittadine, finalizzato a produrre un dossier attraverso il quale sostenere, insieme ad un’attivita’ di confronto sul piano politico ed istituzionale, le ragioni storiche, economiche e sociali per le quali Siena puo’ rivendicare il ruolo di capoluogo». Questa è la proposta lanciata dall’Unione comunale di Siena del Partito democratico, nel corso dell’ultima direzione.

«Il Pd – si legge nel documento – ribadisce la critica sul decreto del governo relativo al riordino delle province, che consideriamo ingiusto, demagogico e penalizzante per il nostro territorio. Al contempo siamo convinti che sia necessario procedere con un riordino organico del sistema delle autonomie locali. In questo senso crediamo che nel nostro territorio l”area vasta’ intorno alla quale continuare a pensare ed operare scelte strategiche di programmazione e di governo debba comprendere anche Arezzo e non limitarsi, come deciso dal governo, a Siena e Grosseto».

Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Sindaco Brogioni, a Poggibonsi le opposizioni chiedono di venire accorpati nella Provincia di Firenze: è un argomento che potrebbe essere valido e utilizzato anche a Colle di Val d’Elsa?

    “Guardi, per il momento l’argomento non è stato affrontato ma credo che questo sia comunque un tema. Se davvero scomparirà la Provincia di Siena è indubbio che Colle val d’Elsa abbia maggiori legami storici e culturali con Firenze, certamente più che con Grosseto”.

  2. Scritto da Lido Raspollini

    Ringrazio Juri Di Massa, ha scritto, pari, pari, quello che avrei scritto anch’io. Mi aggrego sottoscrivendo tutto quanto ha scritto.
    Cordialissimamente, Lido Raspollini

  3. Scritto da Jurij Di Massa

    Una norma non è fatta perché piaccia a taluno piu’ che a tal’altro, ma perché sia funzionale a qualcosa, la riforma delle province ambisce ad una razionalizzazione della spesa pubblica e ad una migliore efficienza dei servizi erogati, a questo servono difatti gli enti locali, ad erogare servizi ai cittadini. Molti burocrati di partito hanno dimenticato che Comuni e Province sono essenzialmente centri di erogazione di servizi e non centri di potere collegati in una filiera di comando piegata a logiche medioevali di controllo del teritorio e di oppressione delle masse. Cosa spaventerebbe altrimenti i notabili amministratori delle cittadine senesi che chiedono asilo ad altre province, pur di sottrarsi alla sciagura di un governo “maremmano”? Se veramente questi signori sono capaci, come ritengono, cosa temono da un ampliamento dei paschi? Forse che le pecore del vicino siano più grasse, pur avendo goduto di solo foraggio proprio? Ovvero di dover amministrare in comunione beni sino ad oggi gestiti in assoluta esclusiva. Mi risulta che i comuni del Chianti e della Valdichiana citati dal lettore che mi ha preceduto siano amministrati dalla sinistra e allora mi domando…ma non erano quelli della solidarietà e della socializzazione della ricchezza?! Ecco, questa e’ l’occasione storica per condividere le vostre presunte ricchezze colla povera maremma! In caso contrario ci viene da pensare che prendete in giro i vostri elettori e che il mal di maremma e’ tutto un alibi per restare attaccati ai vostri comodi praticelli. È caduta Roma, caput mundi, possono cadere
    la Valdichiana, la Vald’orcia e pure il Chianti!

  4. Scritto da Luca

    La diaspora è già iniziata. A causa dell’ipotesi che sarà Grosseto il capoluogo quattro comuni del Chianti senese (Castellina, Radda, Gaiole, Castelnuovo Berardenga) hanno chiesto in questi giorni di passare sotto Firenze. Alcuni comuni della Valdichiana senese contrari all’ipotesi di Grosseto capoluogo, stanno chiedendo di passare sotto Arezzo. C’è da scommetterci che a breve anche i comuni della Valdelsa senese chiederanno di passare sotto Firenze. Ne seguiranno altri. Nessun comune della provincia di Siena vuole Grosseto come capoluogo, eventualità vissuta come un declassamento del territorio. Anche molti comuni della provincia di Grosseto preferiscono avere come capoluogo Siena. Qui c’è da guardare in faccia la realtà. Questa mega provincia Grosseto-Siena si dissolverà presto. La classe politica Grosseto deve fare i conti con la realtà. Questa è un’occasione caduta dal cielo ed essere una città più popolosa di un’altra non è il frutto di un merito. I politici di Grosseto devono trovare un accordo con Siena. Solo Siena come capoluogo potrà impedire la diaspora di questi territori e sedersi a un tavolo con Firenze per tutelare questi territori. Grosseto, avendo ora il coltello dalla parte del manico a causa di una legge che in questo momento la favorisce, può ottenere molto in cambio se cede a Siena il capoluogo. Grosseto lo deve fare ora, prima che un emendamento cambi il criterio che stabilisce il capoluogo. Poi sarà troppo tardi.