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Riforma province, sindacato di Polizia: guai a tagliare le Questure

GROSSETO – Riforma province, il sindacato di Polizia interviene in difesa delle Questure: «L’organizzazione ‘burocratica’ del territorio – afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia – è cosa ben diversa dalla gestione delle esigenze reali e concrete dei cittadini che ci vivono, prima fra tutte la più importante, quella della sicurezza, prerogativa dell’esercizio pieno e concreto di tutti gli altri diritti. Ecco perché modificare la struttura degli uffici, ridimensionando sprechi e inefficienze, non può voler dire tagliare indiscriminatamente i presidi di sicurezza, comprimendo così il livello di vivibilità del territorio a vantaggio del malaffare, dell’illegalità, dell’insicurezza degli italiani. Detto più semplicemente, è impensabile ricorrere alla soppressione delle Questure che garantiscono ad un determinato bacino di utenza il mantenimento dell’ordine e della legalità».

Così, Maccari interviene a proposito del provvedimento che prevede l’accorpamento di molte province italiane nell’ambito della cosiddetta spending review, e che potrebbe all’eliminazione di altri presidi pubblici connessi all’esistenza “burocratica” delle province, come le Questure.

«Il fatto che alcune zone del territorio italiano continuino a chiamarsi oppure no Province – aggiunge Maccari – non può assolutamente implicare il coinvolgimento delle strutture come le Questure, a noi indispensabili per rendere adeguatamente il nostro servizio al Paese ed ai cittadini, cosa che già stentiamo a fare a causa dei numerosi e disastrosi interventi governativi degli ultimi tempi, che stanno mettendo in ginocchio l’intero Comparto. Su questo fronte è quantomeno confortante sapere che i gruppi parlamentari di maggioranza intendono reperire i fondi per lo sblocco del turn over del Comparto, altrimenti lasciato alla folle intenzione di ridurre il ricambio dei colleghi che verranno a mancare ad una percentuale completamente insufficiente per garantire ordine e sicurezza. Non è più possibile – conclude il Segretario del Coisp – che chi governa l’Italia vada puntualmente a togliere i mattoni che reggono in piedi il muro che impedisce il dilagare indiscriminato e irrefrenabile dell’illegalità, della corruzione, dell’insicurezza. L’ordine delle priorità deve essere chiaro e mostrato chiaramente e concretamente agli italiani».

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