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Api, Acquilino lascia: «Tradito il mio modo di vedere la politica»

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GAVORRANO – Nuovo colpo di scena nella politica gavorranese: Salvatore Acquilino (nella) lascia il suo ruolo di coordinatore di Alleanza per l’Italia. Il motivo della sua decisione è spiegato in una lunga lettera che Acquilino ha indirizzato al suo partito e a Gavorrano Democratica, la lista civica con la quale il partito di Rutelli e Tabacci a Gavorrano aveva stretto una solida alleanza. E proprio questa alleanza sarebbe la ragione di questo gesto di rottura da parte dell’ex coordinatore Acquilino.

«Non mi sento di poter proseguire la mia esperienza all’interno di una alleanza, che vede tradito il mio modo di vedere la politica. E pur lasciando la rappresentanza nelle ottime mani del segretario API delle Colline Metallifere Giovanni Balloni al quale non farò mancare il mio sostegno, continuerò il mio impegno politico per i principi nei quali credo».

La decisione, viene chiarito molto bene nella lettera di Acquilino, è legata ai “movimenti” che in questa fase sarebbero stati compiuti da Gavorrano Democratica. «Noi condividiamo la scelta – scrive Acquilino – di un percorso di ricostruzione del centro sinistra gavorranese intorno ad una figura capace di unire invece che dividere e la ricostituzione di un centro sinistra coeso passa dal confronto di tutte le forze e non di alcune, dall’ascolto dei progetti di tutti e non di alcuni, dalla messa in campo delle migliori personalità al governo del Comune e dal rispetto di tutti. Non si può cercare un dialogo comune ed incontrare i massimi rappresentanti provinciali del Pd prima ancora di capire quali progetti e prospettive ci siano».

Al centro di tutto ci sarebbe dunque un incontro con i vertici provinciali del Partito Democratico aspetto che viene ulteriormente chiarito nella lettera. «1.200 voti (quelli che sono stati ottenuti dalla lista Gavorrano Democratica alle amministrative, ndr) del 2011) rappresentano cittadini che volevano una alternativa credibile al Pd ed alla coalizione di maggioranza e questi si rispettano non incontrando il segretario Pinzuti nel segreto delle stanze, nascosti anche ai propri alleati, ma adempiendo al loro mandato. È così che si tenta una difficile ricucitura? Noi non lo crediamo, anzi crediamo che alimenti soltanto la nascita di altre realtà ulteriormente frammentanti, che già si stanno muovendo sul territorio, a scapito solo dei cittadini che si vedono disillusi».

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