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No al fracking in Maremma, ma gli ambientalisti chiedono garanzie foto

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di Lorenzo Falconi

GROSSETO – La fratturazione idraulica non abita qui. La rassicurazione arriva diretta, senza tanti giri i parole, durante l’assemblea pubblica che ha illustrato il progetto di ricerca per idrocarburi “Casoni”. «Smettiamola di parlare di fracking in Maremma – ha detto l’assessore comunale all’ambiente Giancarlo Tei (nella foto) -, c’è un’autorizzazione ministeriale rilasciata il 24 marzo del 2011 e una valutazione di impatto ambientale della Regione, concessa per attività di ricerca geofisica. Al tempo stesso c’è anche un documento ufficiale rilasciato dalla Independent Energy Solutions che testimonia come questa tecnica non verrà utilizzata. Sostengo questo – ha concluso Tei -, perché sia il sottoscritto che il Comune di Grosseto, a suo tempo si sono messi di traverso per una tutela del territorio».

All’incontro, molto partecipato, hanno preso parte alcuni esponenti del mondo ambientalista e i rappresentanti dei gruppi consiliari di minoranza. Tra questi hanno preso parola Grosseto Oggi e il Movimento 5 Stelle. Sostanzialmente sono state chieste garanzie sulle azioni da effettuare nel territorio e particolare attenzione alla valutazione delle scelte. Molte anche le domande rivolte alla società Independent Energy Solutions. Le più incalzanti chiedevano delucidazioni sull’eventuale fracking effettuato a Ribolla e sullo stoccaggio di CO2.

«No, non abbiamo fatto fracking in Maremma – ha detto Roberto Bencini (a destra nella foto), direttore tecnico di Independent Energy Solutions -. Quella che abbiamo effettuato è una stimolazione, un “mini-fracking” che però non ha avuto successo, quindi è inutile continuare. Quanto allo stoccaggio di CO2 non ci abbiamo pensato perché ancora non possiamo prevedere cosa succederà. Il nostro progetto è quello di far sfiatare il metano, un gas che satura il carbone, non c’è quindi motivazione tecnica per il fracking. Abbiamo un permesso per la ricerca di idrocarburi, ma servono molti dati e una complessa struttura tecnologica. Prima di fare una perforazione quindi, ci vorranno alcuni anni, stiamo parlando del 2014-2015. In sintesi però – ha concluso Bencini -, il progetto non può essere altro che sostenibile dal punto di vista ambientale».

Spiegazioni che in ogni caso non convincono del tutto le varie associazioni ambientaliste, soprattutto al fronte di perforazioni da effettuare nel territorio. Di conseguenza le istituzioni sono state invitate a tenere alta la guardia e a procedere con ulteriori indagini sul territorio. Tra le associazioni ha fatto sentire la propria voce il Forum Ambientalista di Grosseto che ha riproposto uno studio effettuato nel 2001 dal Politecnico di Torino per il fenomeno della subsidenza (lento e progressivo abbassamento del piano dovuto alla compattazione di materiali), verificatosi nella zona del Bottegone. E’ stato quindi chiesto all’amministrazione comunale di tenere conto dello studio e al tempo stesso di tutelare l’importante falda idrica strategica, onde evitare di dissalare l’acqua di mare per produrre acqua potabile. In conclusione, le autorizzazioni in possesso della Indipendent Energy Solutions non possono ostacolare l’attività di ricerca della società, ma al tempo stesso il mondo degli ambientalisti chiede certezze assolute sulla tutela del territorio.

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