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Crisi: Mabro tra le 65 vertenze aperte in Regione. Simoncini: dote per ricollocare i lavoratori

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FIRENZE – «Il contesto economico in questi mesi continua ad essere caratterizzato da aspettative negative sull’evoluzione della congiuntura e non promette ancora la fuoruscita dalla crisi. L’Unità di crisi dell’assessorato al lavoro ha seguito, negli ultimi 12 mesi, 65 vertenze di cui 22 insieme alle Province e 11 con i ministeri (Sviluppo economico e Lavoro). Il numero di lavoratori coinvolti nelle crisi che la Regione ha monitorato direttamente è di oltre 12mila. Ma la Toscana non è inerme: da tempo ha predisposto misure per contenere gli effetti più negativi, sostenendo l’occupazione e la tenuta sociale e, nello stesso tempo, costruire le condizioni per un rilancio del sistema produttivo. A questi strumenti se ne aggiungeranno presto di nuovi. Stiamo infatti lavorando ad un pacchetto integrato di agevolazioni, una sorta di dote per favorire la ricollocazione di lavoratori espulsi dalle imprese a seguito di processi di crisi».

L’ha annunciato l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini intervenuto oggi in consiglio per riferire sulle crisi aziendali aperte nella regione. Il provvedimento al quale si sta lavorando, prevederà incentivi per le aziende che assumono lavoratori licenziati a seguito di crisi aziendali tramite un ventaglio di strumenti quali contributi, voucher formativi e sgravi fiscali previsti dalla nuova legge sulla competitività. L’assessore ha poi ricordato i protocolli d’intesa sottoscritti per rafforzare la presenza di grandi imprese o di interi settori (già concluso quello per la pelletteria, in via di definizione la camperistica) attraverso politiche integrate.

«La Regione, anche di fronte ai crescenti tagli legati alle politiche del governo, ultimi dei quali quelli imposti dalla spending review – ha ricordato Simoncini – ha mantenuto dritta la barra sugli interventi per economia e lavoro. Abbiamo invece utilizzato la razionalizzazione della spesa per trovare nuove fonti di finanziamento tali da consentirci di mantenere e incrementare gli strumenti a nostra disposizione per fronteggiare la crisi e favorire quel cambio di passo che riteniamo indispensabile per lo sviluppo. Ma se la Toscana fa la sua parte, anche il governo deve fare altrettanto dando il segnale di una volta nelle sue politiche. Il sistema economico ha come parametro di riferimento il livello statale e quello europeo e sono quindi necessarie a quel livello delle politiche pubbliche che non siano volte solo al rigore ma anche allo sviluppo e alla crescita».

L’assessore ha fatto il punto sulle crisi che interessano il polo siderurgico di Piombino (con le crisi di Lucchini e Magona), per cui fra l’altro è stato chiesto al ministero il riconoscimento di area di crisi complessa ed è stata attuata la riperimetrazione del Sin. Tra le aziende per cui sono stati aperti tavoli nazionali c’è anche la ex Mabro ora abbigliamento Grosseto.

 

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