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Faenzi: il governo riveda le norme sul commercio dei tartufi

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GROSSETO – “La non detraibilità dell’Iva per i commercianti di tartufi, comporta una maggiorazione di oltre il 21% sul costo di acquisto che rende impossibile consentire ogni attività di vendita, in considerazione del fatto che l’attuale regime fiscale pone fuori mercato nazionale e internazionale gli stessi commercianti.”

Monica Faenzi, parlamentare del Pdl, ha presentato un emendamento al disegno di legge di stabilità per il 2013, volto a sostenere il settore produttivo dei tartufi ed eliminare una distorsione fiscale, che penalizza pesantemente il comparto dei tartufi, ma soprattutto i commercianti del settore.

“Vi è un vuoto legislativo, che intendo colmare”, sostiene l’ex Sindaco di Castiglione della Pescaia, “ed è rappresentato dai cercatori di tartufi, che sono esenti da qualsiasi obbligo fiscale o meglio sarebbero tenuti a dichiarare i proventi della raccolta nel riquadro “redditi diversi” sulla dichiarazione dei redditi, ma non essendo intestatari di alcun documento, spesso non dichiarano nulla.”

“Inoltre, i commercianti di tartufi”, prosegue l’On. Faenzi, “con l’attuale disciplina fiscale non hanno alcuna convenienza a lavorare “alla luce del sole” poiché non hanno alcun tipo di tutela fiscale.”

La legge Finanziaria per il 2005, che ha introdotto il sistema dell’autofattura per i soggetti che nell’esercizio d’impresa si rendono acquirenti di tartufi da raccoglitori dilettanti od occasionali non muniti di partita Iva (obbligando così il versamento all’erario senza diritto di detrazione degli importi dell’Iva relativi alle autofatture emesse nei termini di legge) ha provocato infatti una evidente disparità nell’esercizio della vendita dei tartufi, per chi ha comprato con fattura e chi senza, con inevitabili conseguenze sulle differenze in termini di ricavi.

“E’ in corso”, conclude la parlamentare azzurra, “una guerra dei prezzi, che si alimenta maggiormente dalla vendita tramite internet, e che consente a chiunque di vendere tartufi in tutto il mondo, vanificando tutta la professionalità acquisita in più di 20 anni di lavoro dai commercianti. Auspico l’approvazione del mio emendamento al ddl stabilità per il 2013; in caso contrario continuerò la mia “battaglia” parlamentare a sostegno dei commercianti tartufai per sostenere sotto il profilo fiscale una categoria manifestamente svantaggiata dall’attuale normativa di regime Iva, in tema di detraibilità.”

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