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Pecorino toscano, Ceccarelli: l’innovazione tecnologica può rilanciare il settore

GROSSETO – «Le politiche di filiera sono fondamentali per lo sviluppo. Il grido d’allarme lanciato dal presidente di Cia Siena sul rischio per il futuro degli allevamenti di pecorino nelle Province di Siena e Grosseto deve trovare risposta. L’innovazione tecnologica può sostenere profondamente il rilancio del settore. Il terziario avanzato può sposarsi a perfezione con il primario facendo nascere un modello di sviluppo nella filiera dell’agroalimentare».

È quanto dichiara in una nota l’assessore all’Innovazione tecnologica del Comune di Grosseto, Luca Ceccarelli, in merito all’appello lanciato dal presidente di Cia Siena, Luca Marcucci, sul formaggio pecorino senese. «Marcucci spiega che in Toscana sono presenti oltre 2.000 allevamenti sul territorio regionale, di cui circa la metà nella sola provincia di Grosseto ed il restante, prevalentemente, in provincia di Siena, e poi a Pisa, Firenze, Livorno e Arezzo – ha aggiunto Ceccarelli – Si tratta di numeri ingenti che fanno capire come questa esigenza sia regionale e non solo locale. Per realizzare un’ottima politica di filiera serve un accordo istituzionale e servono idee innovative. Per quanto è possibile nelle mie competenze cercherò di sostenere Marcucci. E sono convinto che anche i miei colleghi di giunta avranno la sensibilità di farlo. Qui in gioco è il futuro del settore agroalimentare, fiore all’occhiello del marchio Maremma».

Le stesse criticità erano state sollevate alcuni giorni fa dal presidente della Cia di Grosseto, Enrico Rabazzi, durante un convegno regionale che si è svolto presso il Polo Universitario.

 

 

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