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Riforma Province, dalla Toscana due proposte. Si fa strada però la sindrome del Gas e di Frankenstein – Le mappe foto

di Daniele Reali

FIRENZE – Sono due le proposte che la Regione Toscana invierà al governo per la riforma di riordino delle province. Le due soluzioni sono le stesse che erano state licenziate ad inizio ottobre dal Consiglio delle autonomie locali ed entrambe prevedono una deroga rispetto ai criteri fissati sul numero di abitanti e sulla superficie minima. In particolare tutte e due le ipotesi prevedono che Pistoia e Prato siano accorpate in una nuova provincia rispetto invece al progetto di riforma che invece prevederebbe quella che è stata ribattezzata come la provincia Frankenstein: Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato con quest’ultima capoluogo. Le due soluzioni toscane prevedono anche un’altra deroga che riguarda la provincia di Arezzo: per il govenro non avrebbe i numeri per essere provincia autonoma, ma dalla Toscana e sopratutto dall’aretino la questione è stata spostata sui numeri e si dati del censimento. Secondo i dati della prefettura Arezzo arriverebbe a quota 350 mila abitanti, la soglia fissata dalla legge. Un nodo che molto probabilmente rischia di creare tensioni e polemiche anche in Maremma.

Dagli abitanti di Arezzo infatti dipende anche il futuro di Grosseto. Se Arezzo raggiunge il “quorum” indicato dal decreto del luglio scorso allora Grosseto sarà unito a Siena e molto probabilmente rimarrà capoluogo della nuova provincia, mentre se dovesse essere preso in considerazione un altro parametro sugli abitanti aretini, la Maremma finirebbe in una maxi provincia, quella del Gas, con Siena e Arezzo nuovo capoluogo. Un incubo che la Toscana non vuole prendere in considerazione, ma che non è un’ipotesi così remota.

Ecco le due mappe delle proposte che la Regione Toscana ha inviato al governo. Questa in basso è la prima.

Questa invece è la seconda ipotesi.

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