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“Nascosti vicino”, al via la mostra fotografica di Canneri e Matteuzzi

GROSSETO – Per la manifestazione Città Visibile 2012, venerdì 28 settembre alle ore 18 si inaugura  nello Spazio Cedav (Via Mazzini 97) la mostra fotografica “Nascosti vicino”. Durante l’inaugurazione, alle ore 19, si svolgerà un breve dibattito sull’arte marginale con proiezione del video “La Città Scritta” a cura del Centro per disabili Il Girasole di Grosseto (Coeso Società della Salute Grosseto). Nona mostra in ordine di tempo, questa iniziativa vuole testimoniare l’apertura della manifestazione Città Visibile al dialogo e all’interazione con altre manifestazioni culturali attive sul territorio. La mostra “Nascosti vicino” è difatti prodotta dal Festival Internazionale di Arte Outsider FolloWme che si svolge abitualmente a Follonica.

Il punto d’incontro  delle due manifestazioni è rappresentato dall’arte partecipata e relazionale e dalle connotazioni sociali che può assumere l’impegno creativo. Nel tentativo di descrivere e coinvolgere le realtà urbane marginali, si è attivato uno scambio di idee e percorsi iniziato con una mostra di Città Visibile 2011 (“La mia città ha quattro mura”) portata a Follonica in occasione dell’edizione di FolloWme 2012 che è stata dedicata al tema “Nascosti Vicino”. Allo stesso tema, che denuncia l’invisibile prossimità alle nostre vite di situazioni di disagio e di esclusione, si lega la mostra che verrà inaugurata al Cedav.

In questa mostra viene presentato il lavoro di due artisti, Cinzia Canneri e Stefano Matteuzzi, con storie di vita e appartenenze diverse. La prima è fotografa già inserita in circuiti ufficiali di produzione culturale, mentre il secondo appartiene all’ambito dell’arte “outsider”, cioè legata a condizioni di marginalità sociale. Reciprocamente si sono ritratti e ognuno ha costruito l’immagine del proprio ambiente di vita come rappresentazione di sé, svelando esperienze “nascoste” nel vivere sociale che diventano “vicine” nel confronto artistico.

Il mondo segreto dell’abitazione e, soprattutto, di due luoghi di vita segnati da differenze che costituiscono una separazione all’incontro reciproco, si aprono allo sguardo collettivo, perché la comunicazione, offerta dall’arte, offra la possibilità di abbattere le barriere divisorie. Un lavoro dove le diversità si relazionano con le stesse opportunità, anche l’oggetto utilizzato come mezzo di espressione, la macchina fotografica, è lo stesso, così che viene scambiato e condiviso. Essere disuguali: uguali, ma diversi. Avere lo stesso ed essere altri.

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