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Costi della politica. In provincia i gruppi non utilizzano le risorse a disposizione e risparmiano 10 mila euro

di Daniele Reali

GROSSETO – “Lazio Gate” e scandali romani, casi di “malapolitica” che stanno scuotendo dall’interno il sistema istituzionale del nostro paese. Argomenti di attualità, sulla bocca di tutti che fanno breccia nell’opinione pubblica in periodi di crisi economia come questa e di “processi” quotidiani ai costi della politica. E di costi della politica si è parlato anche oggi durante il consiglio provinciale di Grosseto.

Il presidente dell’assemblea, Sergio Martini, è intervenuto durante il dibattito informando i consiglieri, che a differenza di quello che è successo nella regione Lazio e quello che succede in altre amministrazioni il Consiglio Provinciale di Grosseto ha rinunciato ad utilizzare le risorse che aveva a disposizione.

«In questa legislatura – ha detto Martini – i tre gruppi presenti in Consiglio non hanno mai utilizzato i fondi a loro riservati». Si tratta di 10 mila euro che dovrebbero servire per le attività dei gruppi e che invece vengono “risparmiate” dai consiglieri grossetani. Una scelta che, come ha messo in evidenza anche la capogruppo di minoranza Laura Cutini, rappresenta una abitudine “virtuosa” del consiglio maremmano: anche nella passata legislatura i gruppi consiliari non usufruirono dei soldi stanziati dall’amministrazione.

Certo le cifre sono minime rispetto ai numeri che riguardano la regione Lazio e in generale le risorse che sono a disposizione dei consiglieri regionali e dei parlamentari, ma la scelta di rinunciare a soldi pubblici da parte dei gruppi in un momento non sospetto è sicuramente un gesto da non comune.

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